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123Sicurezza
Agenti fisici

Rischio rumore e vibrazioni: valori limite e sorveglianza

Rumore e vibrazioni meccaniche sono tra gli agenti fisici più diffusi negli ambienti di lavoro. Il Titolo VIII del D.Lgs 81/08 stabilisce come valutarli, quali valori di azione e limite rispettare e quando scatta la sorveglianza sanitaria. Ecco una guida operativa.

📅 02/06/2026⏱️ 8 min di lettura

Il quadro normativo: il Titolo VIII

Il Titolo VIII del D.Lgs 81/08 disciplina la protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dagli agenti fisici. In particolare:

  • il Capo II riguarda l’esposizione al rumore;
  • il Capo III riguarda l’esposizione alle vibrazioni meccaniche (mano-braccio e corpo intero).

Per entrambi gli agenti il legislatore individua valori di azione (al cui superamento scattano misure progressive) e valori limite di esposizione, che non devono mai essere superati a livello del lavoratore.

Rumore: valori di azione e valori limite

Per il rumore il riferimento è il livello di esposizione giornaliera (LEX,8h) e la pressione acustica di picco (ppeak). Il Capo II distingue:

SogliaLEX,8hppeakCosa comporta
Valori inferiori di azione80 dB(A)135 dB(C) (112 Pa)Informazione e formazione, DPI uditivi messi a disposizione, sorveglianza sanitaria su richiesta del lavoratore se il medico ne conferma l’opportunità.
Valori superiori di azione85 dB(A)137 dB(C) (140 Pa)Uso obbligatorio dei DPI uditivi, programma di misure, segnalazione/delimitazione delle aree, sorveglianza sanitaria.
Valori limite di esposizione87 dB(A)140 dB(C) (200 Pa)Non superabili a livello dell’orecchio, considerando l’attenuazione dei DPI.

I valori sono fissati dall’art. 189 del D.Lgs 81/08. I valori di azione si confrontano con l’esposizione senza DPI; solo il valore limite si verifica tenendo conto dell’attenuazione degli otoprotettori, che quindi non abbassano la classificazione dell’ambiente. Quando l’esposizione varia molto da un giorno all’altro si può usare il livello settimanale LEX,w.

La misura deve rappresentare le condizioni reali: punti, durata e cicli produttivi tipici, fonometri integratori o dosimetri tarati (controllati prima e dopo la campagna), incertezza di misura documentata. Per le mansioni intermittenti conviene il dosimetro indossato per l’intero turno. Se dati attendibili dimostrano che l’esposizione è chiaramente sotto il valore inferiore di azione, la misura strumentale può non essere necessaria.

Vibrazioni: mano-braccio e corpo intero

Le vibrazioni meccaniche si distinguono in due tipologie, con valutazioni separate:

  • Sistema mano-braccio (HAV): tipico di utensili portatili (martelli demolitori, smerigliatrici, trapani), associato a disturbi vascolari, osteoarticolari e neurologici degli arti superiori.
  • Corpo intero (WBV): tipico della guida di mezzi e macchine operatrici, associato a disturbi del rachide lombare.

Anche per le vibrazioni il Capo III prevede valori di azione e valori limite riferiti all’esposizione giornaliera normalizzata a 8 ore, A(8), stabiliti dall’art. 201 del D.Lgs 81/08 e da calcolare separatamente per i due tipi di esposizione:

ParametroMano-braccio (HAV)Corpo intero (WBV)
Valore d’azione A(8)2,5 m/s²0,5 m/s²
Valore limite A(8)5 m/s² (20 m/s² su periodi brevi)1 m/s² (1,5 m/s² su periodi brevi)
Sorgenti tipicheUtensili elettrici e pneumatici portatili, motosegheCarrelli elevatori, macchine movimento terra, veicoli
Effetti prevalentiSindrome del dito bianco, disturbi neurovascolari e osteoarticolariLombalgie e patologie del rachide

L’A(8) combina l’accelerazione di ogni sorgente con il tempo effettivo di utilizzo; se una mansione usa più attrezzature i contributi si sommano. Superato il valore d’azione serve un programma di misure tecniche e organizzative (manutenzione, utensili a bassa vibrazione, sedili ammortizzati, rotazione, pause) e scatta la sorveglianza sanitaria. I guanti antivibranti hanno efficacia limitata e non sostituiscono gli interventi alla fonte.

⚠️ Attenzione alle banche dati

I valori dichiarati dai costruttori delle attrezzature sono un punto di partenza, ma l’esposizione reale dipende dall’uso effettivo, dallo stato di manutenzione e dai tempi di impiego. La valutazione deve basarsi su dati rappresentativi.

La valutazione del rischio

La valutazione di rumore e vibrazioni è parte integrante del DVR e deve includere:

  1. identificazione delle sorgenti e dei lavoratori esposti, con relativi tempi di esposizione;
  2. misurazioni o stime basate su dati affidabili e rappresentativi;
  3. confronto con i valori di azione e i valori limite;
  4. individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di riduzione;
  5. definizione del programma di sorveglianza sanitaria, se previsto.

La valutazione va ripetuta almeno ogni quattro anni (art. 181) e aggiornata prima a ogni cambiamento significativo. Coinvolgi RSPP, RLS e capireparto nella scelta delle condizioni di misura, per evitare campionamenti non rappresentativi.

Misure di prevenzione e DPI

La priorità è sempre la riduzione del rischio alla fonte: scelta di attrezzature meno rumorose o meno vibranti, manutenzione, isolamento delle sorgenti, rotazione delle mansioni e riduzione dei tempi di esposizione. I DPI uditivi (cuffie, inserti) intervengono sul rischio residuo e vanno scelti in funzione dell’attenuazione necessaria.

Sorveglianza sanitaria

Al superamento dei valori superiori di azione i lavoratori sono sottoposti a sorveglianza sanitaria a cura del medico competente, con accertamenti mirati (ad esempio esame audiometrico per il rumore). Gli esiti concorrono ad aggiornare la valutazione e a definire eventuali misure aggiuntive o limitazioni.

Domande frequenti

Chi effettua le misurazioni di rumore e vibrazioni?

Le misurazioni e le valutazioni devono essere svolte da personale qualificato e competente, con strumentazione idonea e tarata, secondo le metodiche tecniche di riferimento. Gli esiti vanno documentati e conservati.

Cosa succede se si superano i valori limite?

I valori limite non possono essere superati: in caso di superamento occorre adottare immediatamente misure per riportare l’esposizione sotto il limite, individuare le cause e impedire che la situazione si ripeta.

Ogni quanto va ripetuta la valutazione di rumore e vibrazioni?

La valutazione degli agenti fisici va programmata ed effettuata con cadenza almeno quadriennale (art. 181 D.Lgs. 81/08) e aggiornata prima, ogni volta che cambiano macchine, attrezzature, layout, turni o tempi di esposizione, o quando la sorveglianza sanitaria ne evidenzia la necessità.

Da quale livello scatta la sorveglianza sanitaria per il rumore?

È obbligatoria per i lavoratori esposti oltre i valori superiori di azione (85 dB(A) o 137 dB(C) di picco) ed è estesa ai lavoratori esposti oltre i valori inferiori di azione (80 dB(A) o 135 dB(C)) su loro richiesta, se il medico competente ne conferma l’opportunità. Per le vibrazioni scatta oltre il valore d’azione.

Posso usare i dati di vibrazione dichiarati dal costruttore?

Sì, con cautela: derivano da prove standardizzate e spesso sottostimano l’uso reale. Vanno corretti per le condizioni effettive, integrati con banche dati riconosciute come il Portale Agenti Fisici o sostituiti da misure strumentali quando l’esposizione è vicina ai valori di azione o limite.

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