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RSPP esterno

RSPP Datore di Lavoro: quando puoi assumere il ruolo e quale corso serve

Molte PMI scelgono di far ricoprire al titolare il ruolo di RSPP per contenere i costi. Ma non sempre e’ possibile: il D.Lgs 81/08 fissa limiti precisi per settore e dimensione, e dal 2025 il corso obbligatorio e’ cambiato. Ecco quando puoi farlo, quale formazione serve e quando conviene davvero.

📅 17/06/2026⏱️ 9 min di lettura

Cos’e’ l’RSPP datore di lavoro (DLSPP) e perche’ molte PMI lo scelgono

L’RSPP(Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) e’ la figura tecnica che, ai sensi dell’art. 17 e dell’art. 31 del D.Lgs 81/08, coordina il servizio di prevenzione e protezione aziendale e supporta il datore di lavoro nella valutazione dei rischi. Di norma e’ un professionista dedicato, interno o esterno; in alcuni casi, pero’, e’ lo stesso datore di lavoro a poterlo svolgere direttamente. Si parla allora di datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di RSPP, spesso abbreviato in DLSPP.

La possibilita’ e’ prevista dall’art. 34 del D.Lgs 81/08. Per la piccola e media impresa il vantaggio e’ intuitivo: nessuna parcella per un consulente esterno, conoscenza diretta dei processi produttivi e tempi di reazione rapidi. Il rovescio della medaglia e’ che il titolare deve formarsi, mantenere aggiornate le competenze e accentrare su di se’ anche la responsabilita’ tecnica del servizio. Per capire le alternative puo’ essere utile leggere la nostra guida al confronto tra RSPP esterno e interno e l’approfondimento su ruolo e compiti dell’RSPP.

Quando il datore di lavoro PUO’ fare l’RSPP – limiti per settore (Allegato II D.Lgs 81/08)

L’art. 34 rimanda all’Allegato IIdel D.Lgs 81/08, che elenca i casi in cui il datore di lavoro puo’ svolgere direttamente i compiti di RSPP. Il criterio combina settore di attivita’ e numero di addetti. Superata la soglia, l’incarico non puo’ piu’ essere autogestito e occorre nominare un RSPP (interno qualificato o esterno).

SettoreLimite di addetti
Aziende artigianali e industrialifino a 30 dipendenti
Aziende agricole e zootecnichefino a 10 dipendenti
Aziende del settore itticofino a 20 dipendenti
Altri settori (uffici, commercio, servizi)fino a 200 dipendenti

Aziende artigianali e industriali: fino a 30 dipendenti

E’ il caso piu’ comune per officine, laboratori, piccole manifatture e imprese di produzione. Fino a 30 addettiil titolare puo’ ricoprire il ruolo di RSPP, a condizione di aver frequentato il corso specifico e di mantenerlo aggiornato. Attenzione: il conteggio degli addetti segue i criteri dell’art. 4 del D.Lgs 81/08, che include diverse tipologie di lavoratori e non solo i dipendenti a tempo indeterminato.

Aziende agricole e zootecniche: fino a 10 dipendenti

Per il comparto agricolo e zootecnico la soglia e’ piu’ bassa, 10 addetti, in ragione dei rischi specifici legati a macchine agricole, agenti chimici e biologici. Il datore di lavoro che intende autogestire il ruolo deve integrare la formazione con i contenuti tecnici del settore.

Aziende del settore ittico: fino a 20 dipendenti

Le imprese della pesca possono contare su una soglia intermedia di 20 addetti. Anche qui sono previsti moduli tecnici integrativi dedicati ai rischi del lavoro a bordo e nelle attivita’ connesse.

Altri settori (uffici, commercio, servizi): fino a 200 dipendenti

Per le attivita’ a rischio tipicamente piu’ contenuto – uffici, studi professionali, commercio al dettaglio, servizi – la soglia sale fino a 200 addetti. E’ la fascia in cui l’autogestione e’ piu’ diffusa, anche perche’ la valutazione dei rischi e’ mediamente meno complessa. Resta comunque l’obbligo del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e, dove richiesta, della sorveglianza sanitaria.

Quando il datore di lavoro NON puo’ fare l’RSPP

Indipendentemente dal numero di addetti, l’art. 31, comma 6 del D.Lgs 81/08 obbliga al ricorso a un servizio esterno o a un RSPP qualificatoin presenza di rischi rilevanti. In particolare il datore di lavoro non puo’ svolgere direttamente i compiti di RSPP in:

  • aziende industriali con obblighi di notifica/rapporto di sicurezza (stabilimenti Seveso, soggetti al D.Lgs 105/2015) ad alto rischio di incidente rilevante;
  • centrali termoelettriche;
  • impianti e installazioni nucleari di cui al D.Lgs 230/95;
  • aziende per la fabbricazione e il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni;
  • strutture di ricovero e cura, pubbliche e private, con oltre 50 lavoratori.

Allo stesso modo, superare le soglie di addettidell’Allegato II fa decadere la possibilita’ di autogestione: a quel punto la nomina di un RSPP esterno qualificato o di un RSPP interno con i requisiti dell’art. 32 diventa obbligatoria.

⚠️ Attenzione

Anche quando l’autogestione e’ consentita, gli obblighi non delegabilidel datore di lavoro (valutazione dei rischi e nomina dell’RSPP, art. 17) restano sempre in capo a lui. Fare l’RSPP non riduce le altre responsabilita’: le somma.

Il corso obbligatorio secondo il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025

Per autogestire il ruolo, il datore di lavoro deve completare un corso di formazione la cui struttura e’ stata ridisegnata dal nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, che ha riorganizzato l’intero sistema della formazione in materia di salute e sicurezza (in continuita’ con le novita’ gia’ introdotte nel quadro descritto nel nostro articolo sull’ Accordo Stato-Regioni e gli obblighi formativi). La logica e’ modulare: un tronco comune valido per tutti e moduli aggiuntivi in base al rischio del settore.

Modulo propedeutico 16 ore + modulo comune 8 ore

Il percorso base per il datore di lavoro RSPP prevede un modulo propedeutico di 16 ore dedicato al quadro normativo, ai ruoli del sistema di prevenzione e ai concetti di rischio e valutazione, seguito da un modulo comune di 8 ore incentrato sulla gestione operativa della sicurezza, sulla comunicazione e sulla formazione/informazione dei lavoratori. In molti contesti a rischio basso questo costituisce il nucleo essenziale della formazione.

Moduli tecnici integrativi per settore

Al percorso base si sommano moduli tecnici integrativiproporzionati ai rischi specifici dell’attivita’. A titolo esemplificativo sono previsti approfondimenti per agricoltura, pesca, settore chimico e, per il comparto costruzioni, un modulo aggiuntivo dell’ordine di 16 ore. La durata complessiva del percorso, quindi, dipende dal codice ATECO e dalla classe di rischio dell’azienda.

Aggiornamento ogni 5 anni: 6h rischio basso, 10h medio, 14h alto

La formazione non e’ «una tantum»: il datore di lavoro RSPP deve seguire un aggiornamento quinquennale, la cui durata varia con il livello di rischio dell’azienda.

Livello di rischioOre di aggiornamento (ogni 5 anni)
Rischio basso6 ore
Rischio medio10 ore
Rischio alto14 ore

Il mancato aggiornamento entro la scadenza fa decadere i requisiti per ricoprire il ruolo, con possibili sanzioni in caso di controllo. Vale quindi la pena pianificare per tempo la formazione e gli aggiornamenti.

Conviene davvero? Datore di lavoro RSPP vs RSPP esterno

La scelta non e’ solo economica. Da un lato l’autogestione abbatte i costi di consulenza e garantisce conoscenza diretta dei processi; dall’altro carica il titolare di un impegno formativo continuativo e di una responsabilita’ tecnica che, in presenza di rischi non banali, e’ difficile da sostenere senza competenze specialistiche.

AspettoDatore di lavoro RSPPRSPP esterno
Costo direttoBasso (solo corso)Parcella/canone annuo
Competenza tecnicaDa acquisire e mantenereProfessionista qualificato
Tempo richiesto al titolareElevatoRidotto
Adatto a rischi elevatiNoSi

In sintesi: per micro e piccole imprese a rischio basso (uffici, commercio, servizi) l’autogestione e’ spesso conveniente; per attivita’ con rischi significativi o in crescita dimensionale, l’RSPP esterno offre maggiori garanzie.

Come gestire gli adempimenti se fai tu l’RSPP

Assumere il ruolo significa presidiare in prima persona l’intero ciclo della prevenzione. Ecco una checklist operativa:

  • Redigere e aggiornare il DVR(artt. 17, 28, 29): e’ il documento di base e va rivisto a ogni cambiamento significativo.
  • Nominare il medico competentedove la sorveglianza sanitaria e’ obbligatoria, e gestire le visite e i protocolli.
  • Pianificare la formazione di lavoratori, preposti e dirigenti, con relative scadenze e aggiornamenti.
  • Tenere lo scadenzario di corsi, visite, verifiche periodiche di attrezzature e DPI.
  • Valutare il supporto di un ASPP: la nomina e’ facoltativa e aiuta nelle aziende piu’ strutturate.

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FAQ

Quanti dipendenti puo' avere un'azienda perche' il datore di lavoro faccia l'RSPP?

Dipende dal settore: max 30 dipendenti per aziende artigianali e industriali, max 10 per agricole/zootecniche, max 20 per il settore ittico e fino a 200 per gli altri settori (uffici, commercio, servizi), secondo l'Allegato II del D.Lgs. 81/08.

Quante ore dura il corso per datore di lavoro RSPP nel 2026?

Con il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 il percorso base prevede 16 ore di modulo propedeutico piu’ 8 ore di modulo comune, oltre a eventuali moduli tecnici integrativi in base al settore (es. costruzioni 16h).

Ogni quanto va aggiornato il corso RSPP datore di lavoro?

L'aggiornamento e' obbligatorio ogni 5 anni, con durata variabile in base al livello di rischio: 6 ore per rischio basso, 10 ore per rischio medio e 14 ore per rischio alto.

Il datore di lavoro RSPP ha piu' responsabilita'?

Si: assumendo il ruolo di RSPP il datore di lavoro accentra su di se' anche la responsabilita' tecnica del servizio di prevenzione, oltre agli obblighi non delegabili che gia' gli competono. Per questo in caso di rischi elevati spesso conviene un RSPP esterno.

Un datore di lavoro RSPP puo' avere un ASPP?

Si, puo' nominare uno o piu' ASPP a supporto operativo: la nomina degli ASPP e' facoltativa e proporzionata alle esigenze dell'azienda.