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Procedure di sicurezza

Lockout/Tagout (LOTO): Messa in Sicurezza delle Macchine

La manutenzione è una delle attività più pericolose in azienda: gran parte degli infortuni gravi su macchine e impianti avviene proprio mentre qualcuno ripara, pulisce o registra un’attrezzatura che si riavvia all’improvviso. Il Lockout/Tagout (LOTO)è la procedura che neutralizza questo rischio isolando e bloccando tutte le fonti di energia prima dell’intervento. Vediamo cos’è, cosa prevede il D.Lgs. 81/08, le fasi operative e come formare il personale.

📅 18/06/2026⏱️ 10 min di lettura

Cos’è il LOTO e perché previene infortuni gravi in manutenzione

Lockout/Tagout(letteralmente «blocco ed etichettatura») è una procedura strutturata che garantisce che una macchina o un impianto sia isolato da tutte le fonti di energia e non possa essere riavviato in modo accidentale o inatteso mentre un lavoratore vi sta intervenendo. Nasce dalla prassi anglosassone della sicurezza industriale e oggi è uno standard di riferimento internazionale per la manutenzione sicura.

Il problema che il LOTO risolve è concreto e ricorrente: durante uno sblocco di un inceppamento, una pulizia o una regolazione, l’operatore mette le mani tra organi in movimento. Se in quel momento qualcuno riavvia la macchina dal quadro, se una molla si libera, se un cilindro idraulico ancora in pressione si muove o se un carico sospeso cade, le conseguenze sono amputazioni, schiacciamenti, folgorazioni o morte. Le statistiche infortunistiche confermano che le fasi di manutenzione, pulizia e ripristino sono tra le più critiche dell’intero ciclo produttivo.

Il LOTO interviene proprio sull’avviamento inatteso: invece di affidarsi alla buona volontà o a un cartello generico, impone un blocco fisico delle energie, verificabile e non aggirabile, che resta attivo per tutta la durata dell’intervento. È una misura tecnico-organizzativa che va inserita nel documento di valutazione dei rischi (DVR) e nelle procedure operative aziendali.

Riferimenti normativi (art. 71-72, Titolo III) e buone prassi

In Italia la sigla «LOTO» non compare letteralmente nel D.Lgs. 81/08, ma l’obbligo di isolare le energie prima della manutenzione è pienamente sancito. I riferimenti chiave si trovano nel Titolo III (uso delle attrezzature di lavoro):

  • Art. 71– obbliga il datore di lavoro a mettere a disposizione attrezzature idonee e a garantire che gli interventi di manutenzione, riparazione e trasformazione avvengano in condizioni di sicurezza, evitando rischi per chi li esegue;
  • Art. 72– riguarda gli obblighi connessi a noleggio, concessione in uso e idoneità delle attrezzature messe a disposizione;
  • Allegato VI– richiede che le operazioni di manutenzione siano eseguite a macchina ferma e che ogni attrezzatura disponga di dispositivi di sezionamento e isolamento dalle fonti di energia chiaramente identificabili e bloccabili.

A questi si aggiungono gli obblighi generali di informazione, formazione e addestramento (artt. 36, 37 e 73) e la responsabilità organizzativa del datore di lavoro. Sul piano tecnico, la buona prassi di riferimento è la norma UNI EN ISO 14118 «Sicurezza del macchinario – Prevenzione dell’avviamento inatteso», insieme alle norme sui sistemi di comando e sul sezionamento. Il LOTO è dunque lo strumento operativo con cui l’azienda traduce questi obblighi in una procedura concreta e ripetibile.

⚠️ Il cartello da solo non basta

Un cartello «non azionare» o «lavori in corso» ha valore solo informativo: chiunque può ignorarlo. La logica del LOTO è il blocco fisico(lucchetto) abbinato all’etichetta. Affidarsi al solo tagout, dove è tecnicamente possibile un lockout, è una carenza che in caso di infortunio espone il datore di lavoro alle sanzioni penali del Titolo III.

Le fasi della procedura (isolamento, blocco, verifica energia zero)

Una procedura LOTO ben fatta segue una sequenza ordinata che non può essere saltata. La struttura classica si articola in sei passaggi, a cui si aggiunge la fase finale di ripristino.

FaseCosa si fa
1. PreparazioneIdentificare la macchina, tutte le sue fonti di energia e i rischi residui; informare il personale interessato.
2. ArrestoSpegnere la macchina con la normale procedura di arresto, fermando il ciclo produttivo.
3. IsolamentoSezionare ogni fonte: aprire interruttori e sezionatori, chiudere valvole, staccare alimentazioni.
4. Blocco (lockout)Applicare lucchetti e dispositivi di blocco sui sezionatori in posizione OFF e apporre i cartellini (tagout).
5. Scarico energie residueDissipare energie immagazzinate: scaricare pressioni, condensatori, molle; mettere a terra o vincolare masse sospese.
6. Verifica energia zeroVerificare l’assenza effettiva di energia (es. tentativo di avviamento a vuoto, misura di tensione) prima di iniziare.

La verifica di energia zero: il passaggio che non si salta mai

Il punto critico è la verifica di energia zero. Non basta aver azionato i sezionatori: bisogna provareche la macchina è realmente inerte. Questo significa, ad esempio, tentare l’avviamento dai comandi (che non deve produrre alcun movimento), misurare l’assenza di tensione con uno strumento idoneo, controllare i manometri, accertarsi che le parti calde si siano raffreddate e che nessun organo possa muoversi per gravità. Solo dopo l’esito positivo della verifica l’intervento può cominciare.

Ripristino: come si riattiva la macchina in sicurezza

Al termine dei lavori il ripristino segue l’ordine inverso: si controlla che l’area sia libera da persone e utensili, si rimontano le protezioni, ogni lavoratore rimuove solo il proprio lucchetto, si riattivano le fonti di energia e infine si riavvia la macchina. La regola d’oro è che chi ha applicato il blocco è l’unico a poterlo rimuovere.

Dispositivi di lockout e cartellini di tagout

La procedura si appoggia su dispositivi specifici, semplici ma indispensabili. La differenza tra lockout e tagout è sostanziale e va compresa bene.

ElementoFunzione
Lucchetto personaleBlocca fisicamente il sezionatore in OFF; ogni operatore ha la propria chiave univoca.
Blocca-sezionatore / blocca-valvolaAdattatori che permettono di applicare il lucchetto a interruttori, valvole e spine.
Hasp (morsetto multiplo)Consente a più operatori di applicare il proprio lucchetto sullo stesso punto (lockout di gruppo).
Cartellino di tagoutEtichetta di divieto che identifica l’operatore, la data e il motivo del blocco.
Stazione / kit LOTOPannello o valigetta che raccoglie e rende disponibili tutti i dispositivi in reparto.

Il principio di base è che il tagout non sostituisce il lockout: il cartellino avverte, ma è il lucchetto a impedire la manovra. Il solo tagout è ammesso unicamente quando il dispositivo di sezionamento non è fisicamente lucchettabile, e in quel caso vanno previste misure aggiuntive equivalenti. Nei lavori di gruppo, il lockout multiplogarantisce che la macchina resti bloccata finché l’ultima persona presente non ha tolto il proprio lucchetto.

Energie pericolose (elettrica, meccanica, idraulica, termica)

Il cuore del LOTO è considerare tuttele forme di energia presenti su una macchina, non solo quella elettrica. Dimenticare una sola fonte rende inutile l’intera procedura.

  • Energia elettrica– alimentazione di rete, batterie, condensatori e accumulatori che restano carichi anche a impianto spento;
  • Energia meccanica– organi in rotazione o traslazione, volani, molle in compressione/tensione, masse sospese o sollevate che possono cadere per gravità;
  • Energia idraulica e pneumatica– circuiti in pressione, cilindri, accumulatori oleodinamici, serbatoi e linee di aria compressa;
  • Energia termica– superfici, fluidi e componenti caldi (forni, stampi, linee vapore) o, al contrario, criogenici;
  • Energia chimica e altre fonti– reagenti, gas, vapori e ogni energia immagazzinata o di processo.

Per questo la fase di scarico delle energie residue è essenziale: prima di intervenire occorre depressurizzare i circuiti, scaricare i condensatori, bloccare meccanicamente le parti che potrebbero muoversi e attendere il raffreddamento delle superfici. La mappatura delle fonti di energia di ciascuna macchina dovrebbe essere documentata in una scheda LOTO dedicata, allegata alle procedure aziendali e coerente con il programma di verifiche periodiche delle attrezzature.

Formazione e ruoli

Una procedura LOTO funziona solo se chi la applica è formato e autorizzato. Il datore di lavoro deve individuare i soggetti autorizzati (manutentori, elettricisti, operatori incaricati), definire i ruoli e garantire informazione, formazione e addestramento specificisull’uso delle attrezzature e sulle procedure di isolamento, come previsto dagli artt. 36, 37 e 73 del D.Lgs. 81/08.

L’addestramento al LOTO va calato sulle macchine reali del reparto: ogni operatore deve saper riconoscere le fonti di energia, applicare correttamente lucchetti e cartellini, eseguire la verifica di energia zero e gestire il lockout di gruppo. Questa formazione tecnica si inserisce nel più ampio quadro della formazione obbligatoria sulla sicurezza, che dal 2025 è stata ridisegnata.

📌 Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025: cosa tenere d’occhio

Il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 (in vigore dal 24 maggio 2025) ha riorganizzato la formazione, introducendo tra l’altro il corso obbligatorio per il datore di lavoro (durata minima 16 ore) e l’aggiornamento periodico. È previsto un periodo transitorio fino al 24 maggio 2026, durante il quale è ancora possibile erogare corsi secondo le precedenti modalità; i datori di lavoro dovranno poi completare i percorsi previsti dal nuovo Accordo entro i termini stabiliti. Verifica sempre le scadenze aggiornate prima di pianificare la formazione.

Tra i ruoli aziendali coinvolti, il RSPP (anche esterno) supporta il datore di lavoro nella definizione delle procedure di isolamento e nella valutazione dei rischi connessi alla manutenzione, mentre il medico competente, ove la sorveglianza sanitaria sia obbligatoria, contribuisce alla valutazione degli aspetti di salute correlati alle mansioni manutentive. La consultazione del RLS e il coinvolgimento dei preposti completano il sistema.

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Domande frequenti

Il Lockout/Tagout è obbligatorio per legge in Italia?

Non esiste un articolo che citi testualmente la sigla LOTO, ma l'obbligo deriva dal D.Lgs. 81/08: gli artt. 71 e 72 e l'Allegato VI impongono che gli interventi di manutenzione, riparazione e pulizia avvengano a macchina ferma, sezionata dalle fonti di energia e protetta dall'avviamento inatteso. Il LOTO è la prassi operativa, allineata alla norma UNI EN ISO 14118, con cui il datore di lavoro adempie a questo obbligo.

Qual è la differenza tra lockout e tagout?

Il lockout (blocco) è l'applicazione di un dispositivo fisico, tipicamente un lucchetto, che impedisce meccanicamente di riattivare la fonte di energia. Il tagout (etichettatura) è il cartellino di avvertimento che segnala il divieto di manovra e identifica chi sta intervenendo. Il tagout da solo non blocca nulla: va sempre abbinato al lockout, salvo i casi in cui il dispositivo non sia fisicamente lucchettabile.

Cosa significa verifica di energia zero?

È la fase in cui, dopo aver isolato e bloccato le fonti, si verifica concretamente che la macchina sia priva di energia residua: assenza di tensione misurata con strumento, pressione idraulica e pneumatica scaricata, parti in movimento ferme, organi sollevati messi a terra o vincolati, superfici calde raffreddate. Solo dopo questa verifica positiva l'intervento può iniziare.

Chi può applicare la procedura LOTO?

Solo personale autorizzato e formato (manutentori, elettricisti, operatori incaricati). Ogni lavoratore che interviene deve applicare il proprio lucchetto personale: nei lavori di gruppo si usa il lockout multiplo, così la macchina resta bloccata finché l'ultima persona non ha rimosso il proprio dispositivo. La formazione rientra negli obblighi di addestramento all'uso delle attrezzature previsti dagli artt. 36, 37 e 73 del D.Lgs. 81/08.

Quali energie pericolose vanno isolate prima della manutenzione?

Tutte quelle presenti sulla macchina: elettrica, meccanica (organi in moto, molle, masse sospese), idraulica e pneumatica in pressione, termica, chimica e ogni energia immagazzinata o residua. La regola è considerare tutte le fonti, comprese quelle che restano attive anche a impianto spento, come condensatori, accumulatori e serbatoi in pressione.