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Rischi specifici

Rischio chimico e ATEX: valutazione e classificazione delle zone

Chi utilizza agenti chimici deve valutarne i rischi ai sensi del Titolo IX del D.Lgs. 81/08 e, quando si possono formare atmosfere esplosive, applicare il Titolo XI (ATEX). Vediamo gli obblighi del datore di lavoro, la logica della valutazione e la classificazione delle zone per gas e polveri.

📅 18/06/2026⏱️ 9 min di lettura

Il rischio chimico nel Titolo IX

Il Titolo IX, Capo I, del D.Lgs. 81/08 disciplina la protezione dei lavoratori dagli agenti chimici pericolosi. Il datore di lavoro deve effettuare la valutazione del rischio considerando proprietà pericolose, schede dati di sicurezza (SDS), livelli, modalità e durata dell’esposizione e i valori limite applicabili.

Quando il rischio risulta basso per la sicurezza e irrilevante per la salute, si applicano misure di tutela generali; al di sopra di tale soglia scattano misure specifiche di prevenzione e protezione, sorveglianza sanitaria e, ove necessario, monitoraggio dell’esposizione. Il Capo II del medesimo Titolo IX disciplina invece gli agenti cancerogeni e mutageni, con obblighi rafforzati.

Quando si applica la disciplina ATEX

Il Titolo XI del D.Lgs. 81/08 riguarda la protezione dei lavoratori dai rischi di atmosfere esplosive. Un’atmosfera esplosiva è una miscela con l’aria, in condizioni atmosferiche, di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapori, nebbie o polveri, in cui la combustione si propaga all’intera miscela dopo l’innesco.

Situazioni tipiche in cui valutare il rischio ATEX:

  • stoccaggio e travaso di solventi, vernici, combustibili liquidi;
  • lavorazioni che generano polveri combustibili (legno, farine, metalli, zuccheri);
  • impianti a gas, cabine di verniciatura, locali batterie;
  • silos, serbatoi e ambienti confinati con possibile accumulo di vapori.

La classificazione delle zone

Cuore della valutazione ATEX è la classificazione delle aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive, in funzione della probabilità e della durata della loro presenza. Si distinguono gas/vapori/nebbie e polveri.

TipoZonaPresenza dell’atmosfera esplosiva
Gas / vapori / nebbieZona 0Presente in modo continuo o per lunghi periodi.
Gas / vapori / nebbieZona 1Probabile durante le normali attività.
Gas / vapori / nebbieZona 2Improbabile e, se presente, di breve durata.
Polveri combustibiliZona 20Presente in modo continuo o per lunghi periodi.
Polveri combustibiliZona 21Probabile durante le normali attività.
Polveri combustibiliZona 22Improbabile e, se presente, di breve durata.

Alla classificazione delle zone si lega la scelta delle attrezzature: gli apparecchi e i sistemi di protezione destinati a tali aree devono essere idonei alla zona, secondo le categorie previste dalla normativa di prodotto ATEX.

Il documento sulla protezione contro le esplosioni

Il Titolo XI richiede l’elaborazione del documento sulla protezione contro le esplosioni, nel quale il datore di lavoro attesta che:

  • i rischi di esplosione sono stati individuati e valutati;
  • le aree sono state classificate in zone;
  • sono adottate misure tecniche e organizzative adeguate;
  • luoghi e attrezzature sono progettati, impiegati e mantenuti in sicurezza.

📄 Quando va redatto

Il documento va elaborato prima dell’inizio del lavoro e aggiornato quando luoghi, attrezzature o organizzazione subiscono modifiche significative. È parte integrante della valutazione dei rischi aziendale e si coordina con il DVR.

Le misure di prevenzione e protezione

La logica ATEX segue un ordine di priorità: prevenire la formazione di atmosfere esplosive, evitarne l’innesco e attenuare gli effetti di un’eventuale esplosione. In pratica:

  • sostituzione o riduzione delle sostanze infiammabili, ventilazione, aspirazione;
  • controllo delle sorgenti di innesco (scariche elettrostatiche, scintille, superfici calde);
  • attrezzature idonee alla zona e messa a terra;
  • misure di mitigazione (sfoghi di esplosione, soppressione, compartimentazione);
  • segnaletica delle aree, formazione e procedure operative.

Domande frequenti

Il rischio chimico e l’ATEX sono la stessa cosa?

No. Il rischio chimico (Titolo IX) riguarda gli effetti degli agenti chimici su salute e sicurezza; l’ATEX (Titolo XI) riguarda specificamente la possibile formazione e innesco di atmosfere esplosive. Spesso coesistono e le due valutazioni vanno coordinate nel sistema di gestione della sicurezza.

Serve un tecnico specializzato per la classificazione delle zone?

La classificazione richiede competenze tecniche specifiche (proprietà delle sostanze, ventilazione, impianti). È prudente avvalersi di figure qualificate e di norme tecniche di riferimento, documentando criteri e risultati nel documento sulla protezione contro le esplosioni.

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