Rischio chimico e ATEX: valutazione e classificazione delle zone
Chi utilizza agenti chimici deve valutarne i rischi ai sensi del Titolo IX del D.Lgs. 81/08 e, quando si possono formare atmosfere esplosive, applicare il Titolo XI (ATEX). Vediamo gli obblighi del datore di lavoro, la logica della valutazione e la classificazione delle zone per gas e polveri.
Il rischio chimico nel Titolo IX
Il Titolo IX, Capo I, del D.Lgs. 81/08 disciplina la protezione dei lavoratori dagli agenti chimici pericolosi. Il datore di lavoro deve effettuare la valutazione del rischio considerando proprietà pericolose, schede dati di sicurezza (SDS), livelli, modalità e durata dell’esposizione e i valori limite applicabili.
Quando il rischio risulta basso per la sicurezza e irrilevante per la salute, si applicano misure di tutela generali; al di sopra di tale soglia scattano misure specifiche di prevenzione e protezione, sorveglianza sanitaria e, ove necessario, monitoraggio dell’esposizione. Il Capo II del medesimo Titolo IX disciplina invece gli agenti cancerogeni e mutageni, con obblighi rafforzati.
Quando si applica la disciplina ATEX
Il Titolo XI del D.Lgs. 81/08 riguarda la protezione dei lavoratori dai rischi di atmosfere esplosive. Un’atmosfera esplosiva è una miscela con l’aria, in condizioni atmosferiche, di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapori, nebbie o polveri, in cui la combustione si propaga all’intera miscela dopo l’innesco.
Situazioni tipiche in cui valutare il rischio ATEX:
- stoccaggio e travaso di solventi, vernici, combustibili liquidi;
- lavorazioni che generano polveri combustibili (legno, farine, metalli, zuccheri);
- impianti a gas, cabine di verniciatura, locali batterie;
- silos, serbatoi e ambienti confinati con possibile accumulo di vapori.
La classificazione delle zone
Cuore della valutazione ATEX è la classificazione delle aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive, in funzione della probabilità e della durata della loro presenza. Si distinguono gas/vapori/nebbie e polveri.
| Tipo | Zona | Presenza dell’atmosfera esplosiva |
|---|---|---|
| Gas / vapori / nebbie | Zona 0 | Presente in modo continuo o per lunghi periodi. |
| Gas / vapori / nebbie | Zona 1 | Probabile durante le normali attività. |
| Gas / vapori / nebbie | Zona 2 | Improbabile e, se presente, di breve durata. |
| Polveri combustibili | Zona 20 | Presente in modo continuo o per lunghi periodi. |
| Polveri combustibili | Zona 21 | Probabile durante le normali attività. |
| Polveri combustibili | Zona 22 | Improbabile e, se presente, di breve durata. |
Alla classificazione delle zone si lega la scelta delle attrezzature: gli apparecchi e i sistemi di protezione destinati a tali aree devono essere idonei alla zona, secondo le categorie previste dalla normativa di prodotto ATEX.
Il documento sulla protezione contro le esplosioni
Il Titolo XI richiede l’elaborazione del documento sulla protezione contro le esplosioni, nel quale il datore di lavoro attesta che:
- i rischi di esplosione sono stati individuati e valutati;
- le aree sono state classificate in zone;
- sono adottate misure tecniche e organizzative adeguate;
- luoghi e attrezzature sono progettati, impiegati e mantenuti in sicurezza.
📄 Quando va redatto
Il documento va elaborato prima dell’inizio del lavoro e aggiornato quando luoghi, attrezzature o organizzazione subiscono modifiche significative. È parte integrante della valutazione dei rischi aziendale e si coordina con il DVR.
Le misure di prevenzione e protezione
La logica ATEX segue un ordine di priorità: prevenire la formazione di atmosfere esplosive, evitarne l’innesco e attenuare gli effetti di un’eventuale esplosione. In pratica:
- sostituzione o riduzione delle sostanze infiammabili, ventilazione, aspirazione;
- controllo delle sorgenti di innesco (scariche elettrostatiche, scintille, superfici calde);
- attrezzature idonee alla zona e messa a terra;
- misure di mitigazione (sfoghi di esplosione, soppressione, compartimentazione);
- segnaletica delle aree, formazione e procedure operative.
Domande frequenti
Il rischio chimico e l’ATEX sono la stessa cosa?
No. Il rischio chimico (Titolo IX) riguarda gli effetti degli agenti chimici su salute e sicurezza; l’ATEX (Titolo XI) riguarda specificamente la possibile formazione e innesco di atmosfere esplosive. Spesso coesistono e le due valutazioni vanno coordinate nel sistema di gestione della sicurezza.
Serve un tecnico specializzato per la classificazione delle zone?
La classificazione richiede competenze tecniche specifiche (proprietà delle sostanze, ventilazione, impianti). È prudente avvalersi di figure qualificate e di norme tecniche di riferimento, documentando criteri e risultati nel documento sulla protezione contro le esplosioni.
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