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123Sicurezza
Organizzazione e tutele

Smart working e sicurezza: obblighi del datore e informativa

Il lavoro agile (smart working) non elimina gli obblighi di salute e sicurezza: li adatta. La L. 81/2017, insieme al D.Lgs. 81/08, definisce gli adempimenti del datore di lavoro, a partire dall’informativa scritta sui rischi. Ecco una guida pratica agli obblighi.

📅 02/06/2026⏱️ 8 min di lettura

Cos’è il lavoro agile

La L. 81/2017 definisce il lavoro agile come una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo individuale tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo, con l’eventuale utilizzo di strumenti tecnologici. La prestazione può svolgersi in parte all’interno e in parte all’esterno dei locali aziendali.

L’obbligo di sicurezza resta in capo al datore

Anche nel lavoro agile il datore di lavoro è garante della salute e sicurezza del lavoratore. La L. 81/2017 stabilisce un meccanismo specifico:

📄 Informativa scritta annuale

Il datore consegna al lavoratore agile e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), con cadenza almeno annuale, un’informativa scritta che individua i rischi generali e specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro.

Il lavoratore, dal canto suo, è tenuto a cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore per fronteggiare i rischi connessi all’esecuzione della prestazione all’esterno.

Cosa contiene l’informativa sui rischi

L’informativa si concentra sui rischi tipici del lavoro a distanza e dell’uso di dispositivi. In genere include indicazioni su:

  • uso del videoterminale ed ergonomia della postazione (postura, schermo, illuminazione, pause);
  • rischi elettrici e idoneità degli ambienti utilizzati;
  • organizzazione del tempo di lavoro e diritto alla disconnessione;
  • comportamenti corretti e modalità di segnalazione di problemi o infortuni.

Lo smart working va inoltre considerato nella valutazione dei rischi aziendale: la prestazione resa fuori dai locali dell’impresa rientra nel sistema di gestione della sicurezza, pur con le specificità del lavoro a distanza.

Videoterminali e sorveglianza sanitaria

Se il lavoratore agile utilizza in modo sistematico il videoterminale per almeno 20 ore settimanali, soglia del Titolo VII del D.Lgs. 81/08, si applicano le tutele specifiche per i videoterminalisti, tra cui la sorveglianza sanitaria mirata e le pause. La modalità agile non sospende questi obblighi: vedi la guida ai videoterminali: pause, visite e postazione. Il datore è inoltre responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici che assegna al lavoratore (art. 18, comma 2, L. 81/2017).

Accordo individuale e diritto alla disconnessione

L’accordo individuale di lavoro agile disciplina, tra l’altro, durata, modalità di esecuzione, eventuali condotte che danno luogo a sanzioni disciplinari, i tempi di riposo e le misure tecniche e organizzative per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche. Si tratta di un presidio importante anche sul piano della tutela della salute. Il Protocollo nazionale sul lavoro agile sottoscritto dalle parti sociali il 7 dicembre 2021 fornisce indicazioni per la contrattazione su questi temi, compresa la salute e sicurezza.

La tutela INAIL

La L. 81/2017 garantisce al lavoratore agile la tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, anche per le prestazioni rese all’esterno dei locali aziendali, e l’infortunio in itinere nei limiti previsti, quando la scelta del luogo della prestazione risponde a criteri di ragionevolezza ed esigenze di conciliazione.

Buone pratiche per le aziende

  • predisporre e aggiornare annualmente l’informativa, coinvolgendo l’RLS;
  • formare i lavoratori sull’uso corretto della postazione e dei dispositivi;
  • definire procedure chiare per la segnalazione di infortuni in smart working;
  • tracciare consegna dell’informativa, accordi e scadenze formative e sanitarie.

Domande frequenti

Il datore deve verificare l’abitazione del lavoratore?

Il datore non effettua sopralluoghi nei domicili privati: assolve agli obblighi soprattutto attraverso l’informativa e la formazione , mentre il lavoratore coopera scegliendo luoghi idonei e adottando i comportamenti indicati.

Serve un accordo scritto per ogni lavoratore agile?

Sì: il lavoro agile si fonda su un accordo individuale scritto tra datore e lavoratore, che disciplina modalità, riposi e disconnessione. È buona prassi allegare o richiamare l’informativa sui rischi.

Chi è responsabile di PC e dispositivi usati in smart working?

Il datore di lavoro è responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici che assegna al lavoratore per la prestazione (art. 18, comma 2, L. 81/2017). Se si usano dispositivi personali, l'accordo deve definire le modalità e le verifiche.

Il lavoratore agile ha diritto alla visita per il videoterminale?

Sì, se utilizza il videoterminale in modo sistematico o abituale per almeno 20 ore settimanali: si applicano le pause e la sorveglianza sanitaria del Titolo VII del D.Lgs. 81/08, come per chi lavora in sede.

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