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Ruoli della sicurezza

Nomina del Preposto: Come Farla + Fac-Simile

Dopo il D.L. 146/2021 individuare il preposto non è più una scelta: è un obbligo del datore di lavoro. Ma serve davvero una lettera di nomina? Come si redige? E quali compiti, formazione e responsabilità comporta? In questa guida trovi un fac-simile pratico e tutto ciò che cambia con l’Accordo Stato-Regioni 2025.

📅 18/06/2026⏱️ 10 min di lettura

Chi è il preposto e perché ora la sua individuazione è obbligatoria

Il prepostoè, secondo l’art. 2, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 81/08, la persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti dei poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico, sovrintende all’attività lavorativadi altri lavoratori e ne garantisce l’attuazione delle direttive, controllandone la corretta esecuzione. In pratica è il capo squadra, il capo reparto, il caposala: chi sta sul campo e vede, giorno per giorno, come si lavora.

È un punto da chiarire subito: il ruolo di preposto deriva dalle mansioni effettivamente svolte, non dall’etichetta. Chi esercita di fatto poteri di sovraintendenza è preposto anche senza un atto scritto (cosiddetto «preposto di fatto»). Proprio per evitare zone grigie, il legislatore è intervenuto sull’individuazione formale di questa figura.

Cosa ha cambiato il D.L. 146/2021 (convertito in L. 215/2021)

Il D.L. 146/2021, convertito con la Legge 215/2021 ed efficace dal 21 dicembre 2021, ha modificato l’art. 18, comma 1 del D.Lgs. 81/08 introducendo per il datore di lavoro e i dirigenti l’obbligo di individuare il preposto o i prepostiper l’effettuazione delle attività di vigilanza previste dall’art. 19. Non si tratta più di una facoltà: dove esiste un’organizzazione con lavoratori da sovraintendere, il preposto va individuato.

Attenzione alla terminologia: la legge parla di individuazione, non espressamente di «nomina». La differenza è sottile ma importante e la affrontiamo nel prossimo paragrafo, perché è la domanda più frequente che riceviamo dalle aziende. Per un quadro completo delle novità operative dopo il 2021 puoi leggere anche la nostra guida ai nuovi obblighi del preposto.

Nomina formale: serve la lettera? Il fac-simile

La domanda ricorrente è: basta individuare il preposto o serve una lettera di nomina scritta? La norma impone l’individuazione, ma non prescrive una forma sacramentale dell’atto. Ciò non significa che ci si possa accontentare di una designazione «a voce»: in caso di sopralluogo dell’Ispettorato o, peggio, di infortunio, l’azienda deve poter dimostraredi aver assolto l’obbligo. La lettera di nomina scritta, controfirmata per accettazione, è lo strumento più solido per farlo.

Perché conviene la lettera scritta

  • Prova l’individuazione: dimostra di aver assolto l’obbligo dell’art. 18 c. 1.
  • Definisce i compiti: chiarisce area, reparto o squadra su cui vigilare.
  • Attribuisce data certa: con firma e data dimostra il «quando».
  • Responsabilizza: l’accettazione rende consapevole il preposto dei suoi obblighi.

Fac-simile di lettera di nomina del preposto

Di seguito una traccia che puoi adattare. Va personalizzata in base all’organizzazione reale dell’azienda (reparto, mansioni, perimetro di vigilanza) e accompagnata sempre dalla formazione obbligatoria.

Oggetto: Individuazione e nomina a Preposto ai sensi degli artt. 2, 18 e 19 del D.Lgs. 81/08

La società [Ragione sociale], con sede in [indirizzo], nella persona del datore di lavoro [Nome Cognome], con la presente

individua e nomina il/la Sig./Sig.ra [Nome Cognome], nato/a a […] il […], in qualità di Prepostoper l’attività di [reparto / squadra / area], affinché sovrintenda e vigili sull’attività lavorativa dei lavoratori a lui/lei affidati, esercitando i compiti di cui all’art. 19 del D.Lgs. 81/08, nei limiti dei poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico.

L’azienda si impegna a garantire la formazione e l’aggiornamento previsti dalla normativa vigente. Il presente atto ha effetto dalla data di sottoscrizione.

Luogo e data […] — Firma del datore di lavoro […] — Firma per accettazione del preposto […]

Una nota pratica: il preposto va anche indicato nel DVR tra i ruoli aziendali del sistema di prevenzione. Se generi il documento con uno strumento digitale come il DVR online, puoi mantenere allineati organigramma della sicurezza, nomine e scadenze formative in un unico posto.

Obblighi di vigilanza attiva del preposto (art. 19)

Il D.L. 146/2021 non ha solo reso obbligatoria l’individuazione: ha potenziato i compiti del preposto, trasformando la vigilanza da passiva ad attiva. Non basta più «controllare»: oggi il preposto deve intervenire. L’art. 19, comma 1, lett. a) impone di sovrintendere e vigilare sull’osservanza da parte dei lavoratori degli obblighi di legge e delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di uso dei DPI e, in caso di comportamenti non conformi, di intervenire per modificarli, fornendo le necessarie indicazioni di sicurezza.

In sintesi, gli obblighi rafforzati prevedono che il preposto:

  • vigili e intervenga immediatamente sui comportamenti non conformi, impartendo istruzioni di sicurezza;
  • in caso di mancata attuazione o persistenza dell’inosservanza, interrompa l’attività del lavoratore e informi i superiori diretti;
  • in presenza di deficienze di mezzi e attrezzatureo di condizioni di pericolo, interrompa se necessario l’attività e segnali tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente.

⚠️ Il datore di lavoro deve mettere il preposto in condizione di vigilare

La vigilanza attiva funziona solo se il preposto ha poteri realie il datore di lavoro lo ha dotato di mezzi, autorità e formazione adeguati. Una nomina «sulla carta» senza poteri effettivi non mette al riparo l’azienda: la giurisprudenza guarda alla sostanza del ruolo, non solo all’atto.

Formazione del preposto e aggiornamento (Accordo Stato-Regioni 2025)

La nomina senza formazione è incompleta. La formazione del preposto è disciplinata dal nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, entrato in vigore il 19 maggio 2025, che ha rivisto durata e periodicità rispetto al passato. Le novità principali per chi assume il ruolo di preposto sono due: una formazione iniziale più strutturata e un aggiornamento più frequente.

AspettoRegola precedenteAccordo 17/04/2025
Formazione iniziale8 ore12 ore
AggiornamentoQuinquennale (6 ore)Biennale (minimo 6 ore)
Modalità ammesseIn presenza / videoconferenzaSolo in presenza o videoconferenza sincrona (no e-learning)

Il punto più impattante è il passaggio da aggiornamento quinquennale a biennale: cambia in modo strutturale la pianificazione formativa delle aziende. Inoltre, per i preposti la formazione non può essere svolta in e-learning: è ammessa solo l’aula o la videoconferenza sincrona.

📅 Scadenza transitoria: 24 maggio 2026

Il periodo transitorio prevede che i preposti che hanno completato la formazione o l’ultimo aggiornamento prima del 24 maggio 2023debbano effettuare l’aggiornamento secondo le nuove regole entro il 24 maggio 2026. È un termine da segnare in agenda per non trovarsi con preposti formalmente nominati ma con formazione scaduta.

Per gli aspetti puramente formativi e di calendario puoi approfondire con la guida quando scade il corso prepostoe l’analisi dell’intero Accordo Stato-Regioni e della scadenza del 24 maggio 2026.

Responsabilità e sanzioni

Il rafforzamento del ruolo si è tradotto in un apparato sanzionatorio più severo, che colpisce sia chi non individua il preposto sia il preposto che non assolve i nuovi compiti.

ViolazioneSoggettoSanzione
Mancata individuazione del preposto (art. 18 c. 1)Datore di lavoro / dirigenteArresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 euro
Violazione degli obblighi di vigilanza e intervento (art. 19)PrepostoArresto fino a 2 mesi o ammenda da 446,72 a 1.340,18 euro

Va ribadito un principio fondamentale: la responsabilità del preposto non sostituisce né scarica quella del datore di lavoro. Il datore resta titolare degli obblighi non delegabili (a partire dalla valutazione dei rischi e dal DVR) e deve garantire al preposto formazione, poteri e mezzi. Allo stesso modo, anche l’RSPP e il medico competente, dove nominato, hanno ruoli distinti e complementari nel sistema di prevenzione aziendale.

Checklist: come nominare correttamente il preposto

  • Mappare i ruoli reali: chi sovrintende di fatto l’attività di altri lavoratori?
  • Redigere la lettera di nomina con compiti, perimetro e firma per accettazione.
  • Garantire la formazione inizialedi 12 ore e programmare l’aggiornamento biennale.
  • Dotare il preposto di poteri e mezzicoerenti con la vigilanza attiva dell’art. 19.
  • Inserire il preposto nel DVRe nell’organigramma della sicurezza.
  • Tenere traccia delle scadenze, a partire dal termine transitorio del 24 maggio 2026.

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Domande frequenti

La nomina del preposto è obbligatoria?

È obbligatoria l'individuazione del preposto: dal D.L. 146/2021 (convertito in L. 215/2021) il datore di lavoro e i dirigenti devono individuare il preposto o i preposti per le attività di vigilanza dell'art. 19. La nomina formale scritta non è imposta da una norma specifica, ma è lo strumento pratico con cui si dimostra di aver assolto l'obbligo di individuazione: per questo è fortemente raccomandata.

Serve la lettera di nomina del preposto?

Il D.Lgs. 81/08 non prescrive una forma sacramentale, ma una lettera di nomina scritta e controfirmata per accettazione è il modo più solido per provare l'individuazione del preposto, definirne i compiti e attribuire data certa. In assenza di un atto formale, in caso di ispezione o infortunio l'azienda rischia di non riuscire a dimostrare di aver individuato il preposto.

Quanto dura la formazione del preposto secondo l’Accordo 2025?

Con l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 la formazione iniziale del preposto è di 12 ore, mentre l'aggiornamento diventa biennale con durata minima di 6 ore (in precedenza era quinquennale). La formazione del preposto può svolgersi solo in presenza o in videoconferenza sincrona, non in e-learning.

Entro quando va aggiornata la formazione dei preposti già nominati?

Il periodo transitorio fissa al 24 maggio 2026 il termine entro cui i preposti che hanno completato la formazione o l'ultimo aggiornamento prima del 24 maggio 2023 devono effettuare l'aggiornamento secondo le nuove regole.

Il preposto può rifiutare la nomina?

Il ruolo di preposto deriva dalle mansioni concretamente svolte (sovraintendere e dirigere l'attività di altri lavoratori): chi esercita di fatto questi poteri è preposto anche senza atto formale. La nomina formalizza e rende esplicito un ruolo che spesso è già esistente nei fatti; va però accompagnata dalla formazione obbligatoria e, dove previsto dalla contrattazione collettiva, dal riconoscimento del ruolo.