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Guida

Come gestire la sicurezza della lavoratrice in gravidanza

Il DVR deve valutare in anticipo i rischi per gestazione, puerperio e allattamento (art. 28 D.Lgs. 81/08 e art. 11 D.Lgs. 151/2001). Alla comunicazione dello stato, verifica con il medico competente la compatibilità della mansione, adatta o sposta la lavoratrice e, se non è possibile, attiva l'interdizione tramite l'Ispettorato del lavoro.

Aggiornato il 2026-06-21 · Team 123Sicurezza

Revisione a cura di Ing. Marco BianchiRSPP / Consulente sicurezza sul lavoro

La tutela della lavoratrice madre va preparata prima della comunicazione dello stato di gravidanza: il documento di valutazione dei rischi deve già contenere la valutazione specifica per gravidanza, puerperio e allattamento prevista dall'art. 11 del D.Lgs. 151/2001 e richiamata dall'art. 28 del D.Lgs. 81/08, individuando mansioni compatibili, lavori vietati e possibili adattamenti.

Quando la lavoratrice comunica lo stato, l'azienda deve agire rapidamente, con riservatezza e documentando ogni passaggio. La gestione corretta bilancia tutela della salute, dignità professionale e continuità organizzativa, coinvolgendo il medico competente e, per gli aspetti amministrativi, il consulente del lavoro.

Lavori vietati e periodi di tutela

Il D.Lgs. 151/2001 vieta alcune attività e ne limita altre in funzione del periodo. Conoscere gli allegati evita decisioni tardive.

| Periodo | Tutele principali | Riferimento |

| --- | --- | --- |

| Intera gestazione e fino a 7 mesi dopo il parto | Divieto di lavori pericolosi, faticosi e insalubri (Allegato A) | Art. 7 D.Lgs. 151/2001 |

| Gestazione (dall'accertamento) | Esposizione vietata ad agenti dell'Allegato B (es. piombo, agenti biologici gruppo 2-4) | Art. 7-8 D.Lgs. 151/2001 |

| Dalle 24:00 alle 6:00 | Divieto di lavoro notturno fino a un anno di età del bambino | Art. 53 D.Lgs. 151/2001 |

| Gravidanza a rischio / mansione non adattabile | Interdizione anticipata su provvedimento ASL/Ispettorato | Art. 17 D.Lgs. 151/2001 |

Adattamento, spostamento e interdizione

La sequenza prevista dalla legge è gerarchica: prima si modificano condizioni e orari di lavoro, poi si sposta la lavoratrice a mansioni compatibili (anche inferiori, conservando la retribuzione); solo se nessuna soluzione è praticabile si attiva l'interdizione dal lavoro tramite l'Ispettorato Territoriale del Lavoro. Ogni passaggio va formalizzato per iscritto, conservando la valutazione dei rischi della mansione, le proposte di adattamento e le motivazioni dell'eventuale impossibilità.

Passi operativi

  1. 1. Prevaluta le mansioni

    Nel DVR individua mansioni con agenti fisici, chimici, biologici, posture incongrue, turni notturni o movimentazione carichi. Prepara alternative compatibili.

  2. 2. Ricevi la comunicazione

    Gestisci il certificato con riservatezza e informa solo le figure necessarie. Registra la data perché da quel momento scattano gli obblighi di tutela.

  3. 3. Verifica compatibilità

    Con medico competente e RSPP confronta mansione reale e rischi vietati o da limitare. Considera anche spostamenti, orari e ambienti accessori.

  4. 4. Adatta o sposta la lavoratrice

    Modifica temporaneamente attività, postazione, turni o sede se possibile. Formalizza lo spostamento mantenendo tracciabilità e dignità professionale.

  5. 5. Attiva interdizione se necessaria

    Se non esistono mansioni compatibili, prepara la documentazione per gli enti competenti. Conserva valutazione, proposte di adattamento e motivazioni.

  6. 6. Riesamina dopo rientro

    Valuta puerperio e allattamento, soprattutto per agenti chimici, biologici e turni. Aggiorna DVR e procedure se emergono lacune organizzative.

Domande frequenti

Da quando scattano le tutele per la lavoratrice in gravidanza?

Dalla comunicazione formale dello stato di gravidanza, di norma con certificato medico. Per questo è importante registrare la data: da quel momento il datore deve applicare divieti, adattamenti o spostamento di mansione.

Il datore può obbligare la lavoratrice a comunicare la gravidanza?

No: la comunicazione è un diritto della lavoratrice, non un obbligo immediato. Tuttavia le tutele specifiche scattano solo dopo la comunicazione, quindi è interesse della lavoratrice informare l'azienda per attivare le protezioni di legge.

Cosa succede se non esistono mansioni compatibili?

Se non è possibile adattare il lavoro né spostare la lavoratrice a una mansione compatibile, l'azienda chiede l'interdizione anticipata dal lavoro all'Ispettorato Territoriale del Lavoro, allegando la valutazione dei rischi e le motivazioni.

La gravidanza comporta sempre il divieto di lavoro notturno?

La lavoratrice non è obbligata a prestare lavoro notturno (tra le 24:00 e le 6:00) dall'accertamento della gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino. È una tutela attivabile su richiesta o automatica nei casi vietati.

La tutela finisce con il parto?

No: il D.Lgs. 151/2001 protegge anche il puerperio (fino a 7 mesi dopo il parto per i lavori dell'Allegato A) e l'allattamento, in particolare contro agenti chimici e biologici. La valutazione va riesaminata al rientro.

Riferimenti normativi

  • Art. 28 D.Lgs. 81/08
  • Art. 7 D.Lgs. 151/2001
  • Art. 11 D.Lgs. 151/2001
  • Art. 17 D.Lgs. 151/2001
  • Allegato A e B D.Lgs. 151/2001

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