Con cartellonistica di sicurezza si indica in particolare la segnaletica permanente costituita da cartelli, cioè segnali che, mediante la combinazione di una forma geometrica, di colori e di un simbolo o pittogramma, forniscono un’indicazione precisa. È una sottocategoria della più ampia segnaletica di sicurezza disciplinata dal Titolo V del D.Lgs. 81/08, ed è probabilmente la forma di segnaletica più diffusa e riconoscibile nei luoghi di lavoro.
I cartelli sono classificati per funzione e codificati per forma e colore. I cartelli di divieto sono tondi con bordo e banda rossa su fondo bianco (per esempio “vietato fumare”); i cartelli di avvertimento sono triangolari, gialli con bordo nero (per esempio “pericolo di caduta”); i cartelli di prescrizione sono tondi, azzurri (per esempio “casco obbligatorio”); i cartelli di salvataggio e le vie di fuga sono rettangolari o quadrati, verdi; i cartelli antincendio sono rettangolari o quadrati, rossi (estintore, idrante). Le caratteristiche dei pittogrammi sono richiamate dagli allegati al Titolo V e dalle norme tecniche di riferimento, come la serie UNI EN ISO 7010 che armonizza i simboli grafici.
La scelta dei cartelli deve derivare dalla valutazione dei rischi e va commisurata ai pericoli effettivi: un eccesso di cartellonistica, così come una carenza, ne riduce l’efficacia comunicativa. I cartelli devono essere realizzati con materiali resistenti, posizionati a un’altezza e in punti che ne garantiscano la visibilità, illuminati o fotoluminescenti quando necessario (tipicamente per le vie di esodo), e mantenuti puliti e leggibili. Il datore di lavoro è tenuto a informare i lavoratori sul significato dei cartelli e a sostituire quelli deteriorati nell’ambito della normale manutenzione dei luoghi di lavoro.
Riferimenti normativi
- Titolo V D.Lgs. 81/08
- Norma UNI EN ISO 7010
Sinonimi
cartelli di sicurezza, segnaletica permanente, cartelli di divieto e obbligo
Link correlati
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Segnaletica di sicurezza
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