Quando i DPI sono obbligatori
L'art. 75 del D.Lgs. 81/08 stabilisce che i DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o ridotti in misura sufficiente con misure tecniche di prevenzione, mezzi di protezione collettiva, misure organizzative o procedurali. Il DPI è quindi l'ultima barriera nella gerarchia delle misure di prevenzione, non la prima.
L'art. 76 richiede che i DPI siano conformi al Regolamento UE 2016/425 (marcatura CE), adeguati ai rischi da prevenire, alle condizioni del luogo di lavoro e alle esigenze ergonomiche del lavoratore.
Le tre categorie di rischio
Il Regolamento UE 2016/425 classifica i DPI in tre categorie in base alla gravità del rischio da cui proteggono:
| Categoria | Tipo di rischio | Esempi | Procedura di certificazione |
|---|---|---|---|
| I | Rischi minimi | Guanti da giardinaggio, occhiali da sole, ditali | Autocertificazione del fabbricante |
| II | Rischi non minimi né mortali/irreversibili | Caschi, occhiali protettivi, calzature antinfortunistiche | Esame UE del tipo (organismo notificato) |
| III | Rischi mortali o danni gravi/irreversibili | Anticaduta, autorespiratori, protezione da agenti chimici, elettrici e termici estremi | Esame UE del tipo + controllo produzione |
Per i DPI di III categoria il datore di lavoro deve assicurare un addestramento specifico, oltre all'informazione e alla formazione.
Scelta, obblighi e addestramento
L'art. 77 individua gli obblighi del datore di lavoro: analisi e valutazione dei rischi non evitabili, individuazione delle caratteristiche dei DPI, aggiornamento della scelta al variare dei rischi, manutenzione, sostituzione e verifica delle condizioni d'igiene. L'art. 78 disciplina gli obblighi del lavoratore (uso conforme, cura, segnalazione dei difetti). L'addestramento è sempre obbligatorio per i DPI di terza categoria e per i dispositivi di protezione dell'udito (art. 77, comma 5).
Domande frequenti
Quante categorie di DPI esistono?
Tre: la I per i rischi minimi, la II per i rischi intermedi e la III per i rischi mortali o di danno grave e irreversibile. La classificazione deriva dal Regolamento UE 2016/425.
Quali DPI rientrano nella terza categoria?
I dispositivi che proteggono da rischi mortali o irreversibili: anticaduta, autorespiratori, protezione da agenti chimici, da scariche elettriche e da temperature estreme. Richiedono addestramento obbligatorio.
I DPI sono la prima misura di prevenzione?
No. L’art. 75 li colloca come ultima barriera: si usano quando il rischio non può essere eliminato o ridotto a sufficienza con misure tecniche, di protezione collettiva, organizzative o procedurali.
Quando è obbligatorio l’addestramento all’uso dei DPI?
Sempre per i DPI di terza categoria e per i dispositivi di protezione dell’udito; per gli altri il datore di lavoro garantisce informazione e formazione adeguate all’uso.
Chi sceglie i DPI in azienda?
Il datore di lavoro, sulla base della valutazione dei rischi, scegliendo dispositivi conformi e adeguati ai rischi, alle condizioni dei luoghi e alle esigenze ergonomiche, previa consultazione del RLS.
Cosa distingue le procedure di certificazione delle categorie?
La I si basa sull’autocertificazione del fabbricante; la II richiede l’esame UE del tipo presso un organismo notificato; la III aggiunge anche il controllo della produzione.
Riferimenti normativi
- Art. 75 D.Lgs. 81/08
- Art. 76 D.Lgs. 81/08
- Art. 77 D.Lgs. 81/08
- Art. 79 D.Lgs. 81/08
- Regolamento UE 2016/425
Sinonimi
Categorie DPI, Dispositivi di protezione individuale, DPI I II III categoria, Criteri scelta DPI
Link correlati
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