I guanti di protezione sono i DPI destinati a proteggere le mani e gli avambracci, parti del corpo tra le più frequentemente coinvolte negli infortuni. Non esiste un guanto universale: la scelta deve partire dall'identificazione del rischio prevalente e dei rischi concomitanti emersi dalla valutazione dei rischi. A ciascun rischio corrisponde una norma armonizzata e un pittogramma: UNI EN 388 per i rischi meccanici (abrasione, taglio da lama, strappo, perforazione, taglio da impatto), UNI EN 374 per i rischi chimici e da microrganismi, UNI EN 407 per i rischi termici e il calore, UNI EN 511 per il freddo.
Le norme associano a ciascun guanto un livello di prestazione, espresso da numeri o lettere accanto al pittogramma, che indica la resistenza crescente per ogni parametro testato. Per i rischi meccanici, ad esempio, la EN 388 riporta una sequenza di cifre per abrasione, taglio (metodo coupe), strappo e perforazione, più una lettera per la prova di taglio TDM e, eventualmente, una lettera per la protezione dagli impatti. La lettura corretta della marcatura è quindi indispensabile per accertare l'idoneità del guanto rispetto alla mansione.
La categoria di rischio determina anche il livello degli obblighi: i guanti contro rischi minimi sono di prima categoria, quelli contro agenti chimici pericolosi, microrganismi, calore elevato o rischio elettrico ricadono in terza categoria, con conseguente addestramento ai sensi dell'Art. 77 del D.Lgs. 81/08. Vanno inoltre verificate la taglia, la destrezza richiesta dal compito, la compatibilità con eventuali allergie (ad esempio al lattice) e la corretta sostituzione, poiché l'efficacia decade con l'usura e, per i guanti chimici, con il tempo di permeazione del prodotto.
Riferimenti normativi
- Art. 77 D.Lgs. 81/08
- Norma UNI EN 388
- Norma UNI EN 374
- Regolamento (UE) 2016/425
Sinonimi
guanti da lavoro, guanti antitaglio, guanti antinfortunistici, protezione delle mani
Link correlati
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- Termine
DPI — Dispositivi di Protezione Individuale
Attrezzature destinate a essere indossate dal lavoratore per proteggersi da rischi residui; classificate in 3 categorie.
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DPI di terza categoria anticaduta
DPI salvavita contro le cadute dall'alto (imbracature, cordini, assorbitori, retrattili, ancoraggi): essendo di terza categoria richiedono formazione, addestramento certificato e controlli periodici documentati.
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DPI di prima categoria
I DPI di prima categoria proteggono da rischi minimi (lesioni superficiali, abrasioni, urti lievi) e seguono una procedura di valutazione della conformità semplificata in autocertificazione del fabbricante.
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DPI di terza categoria
I DPI di terza categoria proteggono da rischi che possono causare morte o danni irreversibili (cadute dall’alto, agenti chimici, atmosfere pericolose) e impongono al datore di lavoro un addestramento specifico e documentato.