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Termine · Impianti

Impianto di messa a terra

L’impianto di messa a terra collega le masse metalliche al terreno per disperdere le correnti di guasto e proteggere le persone dai contatti indiretti; va verificato periodicamente ai sensi del DPR 462/01.

Aggiornato il 2026-06-18

L'impianto di messa a terra è l'insieme di dispersori, conduttori di terra e conduttori di protezione che collegano elettricamente al terreno le masse metalliche degli impianti e delle apparecchiature. Il suo scopo principale è la protezione contro i contatti indiretti: in caso di guasto verso massa, l'impianto consente alle protezioni (interruttori magnetotermici e differenziali) di intervenire rapidamente, limitando la tensione di contatto a valori non pericolosi per le persone.

La progettazione e la realizzazione dell'impianto di terra seguono le norme tecniche CEI di settore e devono essere coordinate con i dispositivi di protezione installati. Un impianto di terra efficiente è inutile senza un differenziale funzionante, e viceversa: protezione attiva e impianto di terra costituiscono un sistema integrato. Per questo la corretta selettività e il coordinamento tra terra e protezioni sono parte essenziale della sicurezza elettrica.

Sul piano degli obblighi, il D.Lgs. 81/08 (Titolo III, in particolare l'art. 80 e seguenti) impone al datore di lavoro di adottare le misure necessarie affinché i lavoratori siano protetti dai rischi di natura elettrica. Il DPR 462/01 disciplina poi le verifiche periodiche obbligatorie dell'impianto di terra, da affidare ad ASL/ARPA o a organismi abilitati dal Ministero, con periodicità che varia (in genere ogni due o cinque anni) in funzione del tipo di attività e dell'ambiente. La denuncia iniziale dell'impianto va inoltre trasmessa all'INAIL tramite l'apposita procedura.

Riferimenti normativi

  • Art. 80 D.Lgs. 81/08
  • Art. 81 D.Lgs. 81/08
  • DPR 462/01
  • Norme CEI

Sinonimi

Messa a terra, Impianto di terra, Dispersore di terra

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