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Termine · Procedure

Metodo MAPO

Il metodo MAPO (Movimentazione e Assistenza Pazienti Ospedalizzati) valuta il rischio da sovraccarico biomeccanico nelle strutture sanitarie e socio-assistenziali dove si movimentano pazienti non autosufficienti. Calcola un indice di esposizione di reparto combinando carico assistenziale, ausili, ambiente e formazione, ed è il riferimento della ISO/TR 12296.

Aggiornato il 2026-06-21

Revisione a cura di Ing. Marco BianchiRSPP / Consulente sicurezza sul lavoro

A cosa serve il metodo MAPO

Il metodo MAPO (Movimentazione e Assistenza Pazienti Ospedalizzati), elaborato dall’Unità di Ricerca EPM di Milano, valuta il rischio da movimentazione manuale dei pazienti (MMP) nei reparti sanitari e nelle residenze socio-assistenziali. Rientra nella movimentazione manuale dei carichi disciplinata dal Titolo VI del D.Lgs. 81/08 (artt. 167-171, Allegato XXXIII) ed è espressamente richiamato dalla norma tecnica ISO/TR 12296, dedicata alla movimentazione delle persone in ambito sanitario. A differenza del NIOSH — pensato per oggetti — il MAPO tiene conto del fatto che il «carico» è una persona non collaborante, con esigenze cliniche e di sicurezza proprie.

Come si costruisce l’indice MAPO

L’indice è calcolato a livello di reparto (non di singolo operatore) combinando il rapporto tra pazienti non autosufficienti e operatori con una serie di fattori moltiplicativi che descrivono l’adeguatezza dell’organizzazione:

Fattore MAPOCosa misura
NC/Op e PC/OpRapporto tra pazienti non collaboranti / parzialmente collaboranti e operatori per turno
FS (sollevatori)Disponibilità e adeguatezza dei sollevatori meccanici
FA (ausili minori)Presenza di teli ad alto scorrimento, cinture ergonomiche, tavole
FC (carrozzine)Numero e stato manutentivo delle carrozzine
Famb (ambiente)Spazi di bagni, camere e percorsi
FF (formazione)Formazione e addestramento degli operatori

Interpretazione e misure

Il risultato si colloca in tre fasce convenzionali: indice basso (area verde) = esposizione trascurabile; valori intermedi (area gialla) = rischio da tenere sotto controllo con programmi di miglioramento e sorveglianza sanitaria; valori elevati (area rossa) = rischio rilevante che impone interventi prioritari. Le misure tipiche sono l’acquisto di sollevatori e ausili minori, l’adeguamento di bagni e camere, la formazione e l’addestramento specifici (art. 168) e la sorveglianza sanitaria del personale addetto. L’analisi va inserita nel DVR e riesaminata quando cambiano dotazione di ausili, organici o tipologia di degenza.

Domande frequenti

Cosa valuta il metodo MAPO?

Il rischio da sovraccarico biomeccanico legato alla movimentazione e assistenza dei pazienti non autosufficienti nei reparti sanitari e socio-assistenziali, considerando carico assistenziale, ausili disponibili, ambiente e formazione.

Qual è la differenza tra MAPO e NIOSH?

Il NIOSH valuta il sollevamento di oggetti; il MAPO è specifico per la movimentazione di persone non collaboranti, che pone problemi diversi (paziente che si muove, esigenze cliniche, ausili dedicati).

Il metodo MAPO si calcola per ogni operatore?

No: l’indice MAPO è calcolato a livello di reparto, perché esprime l’adeguatezza complessiva di organico, ausili e ambiente rispetto al numero di pazienti da movimentare.

Quale norma tecnica richiama il MAPO?

La ISO/TR 12296, dedicata alla movimentazione manuale delle persone in ambito sanitario, a sua volta coerente con il Titolo VI e l’Allegato XXXIII del D.Lgs. 81/08.

Quali misure riduce un indice MAPO elevato?

L’acquisto di sollevatori e ausili minori, l’adeguamento degli spazi di bagni e camere, la formazione e l’addestramento specifici degli operatori e la sorveglianza sanitaria del personale esposto.

Riferimenti normativi

  • ISO/TR 12296
  • Art. 168 D.Lgs. 81/08
  • Allegato XXXIII D.Lgs. 81/08

Sinonimi

indice MAPO, movimentazione pazienti, Movimentazione e Assistenza Pazienti Ospedalizzati

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