Cos’è il lavoro a caldo
Con lavoro a caldo (hot work) si indicano le lavorazioni che generano fiamme libere, scintille, schegge incandescenti o calore sufficiente a innescare un incendio o un’esplosione: saldatura ossiacetilenica ed elettrica, taglio e ossitaglio, brasatura, molatura, uso di cannelli e di apparecchi a fiamma. Il pericolo si amplifica quando l’attività si svolge in presenza di materiali combustibili, liquidi e vapori infiammabili, polveri o atmosfere esplosive (ATEX). Le scintille della molatura, ad esempio, possono proiettarsi per diversi metri e ravvivare focolai a distanza, anche dopo ore.
Il lavoro a caldo è una causa ricorrente di incendi e di gravi infortuni in ambito industriale e nei cantieri di manutenzione.
Il quadro normativo
Non esiste un singolo articolo dedicato all’hot work: la disciplina deriva dall’integrazione di più obblighi:
| Ambito | Riferimento | Cosa richiede |
|---|---|---|
| Gestione delle emergenze e prevenzione incendi | Art. 46 D.Lgs. 81/08 e D.M. 3/9/2021 | Misure di prevenzione, gestione e controllo dell’incendio sui luoghi di lavoro |
| Atmosfere esplosive | Titolo XI D.Lgs. 81/08 | Controllo delle sorgenti di innesco nelle zone classificate ATEX |
| Valutazione del rischio | Art. 28 D.Lgs. 81/08 | Inclusione del rischio incendio/esplosione nel DVR e procedure operative |
Di norma il rischio si governa con una procedura di permesso di lavoro a caldo (permit to work), riconosciuta come buona prassi e spesso richiesta dai sistemi di gestione.
Le misure operative
Prima dell’intervento: valutazione dell’area e rilascio del permesso di lavoro, allontanamento o protezione dei materiali combustibili, bonifica e, dove necessario, misurazione dell’atmosfera (assenza di gas/vapori infiammabili), disponibilità di mezzi estinguenti. Durante: presenza di un addetto antincendio di sorveglianza e schermature delle proiezioni di scintille. Dopo la chiusura del lavoro: un controllo dell’area protratto nel tempo (sorveglianza post-operazione) per intercettare focolai latenti. In zone ATEX il lavoro a caldo è ammesso solo previa messa in sicurezza che escluda la presenza di atmosfera esplosiva.
Domande frequenti
Quali attività sono lavoro a caldo?
Saldatura, taglio e ossitaglio, brasatura, molatura e ogni lavorazione che produca fiamme, scintille o calore in grado di innescare un incendio o un’esplosione.
Serve un permesso di lavoro per il lavoro a caldo?
È una buona prassi consolidata e spesso richiesta dai sistemi di gestione: il permesso di lavoro a caldo autorizza e traccia l’intervento dopo la verifica delle condizioni di sicurezza dell’area.
Perché è importante il controllo dopo l’intervento?
Perché le scintille e il calore possono innescare focolai latenti che si sviluppano anche ore dopo: è necessaria una sorveglianza dell’area protratta nel tempo a fine lavoro.
Il lavoro a caldo è ammesso in zone ATEX?
Solo previa messa in sicurezza che escluda la presenza di atmosfera esplosiva: le sorgenti di innesco devono essere controllate secondo il Titolo XI del D.Lgs. 81/08.
Dove va trattato il rischio del lavoro a caldo?
Nel DVR (art. 28), con la valutazione del rischio incendio/esplosione e le relative procedure operative, coordinate con la gestione delle emergenze ex art. 46.
Riferimenti normativi
- Art. 46 D.Lgs. 81/08
- D.M. 03/09/2021
- Titolo XI D.Lgs. 81/08
- Art. 28 D.Lgs. 81/08
Sinonimi
Hot work, Attività con fiamme o scintille, Permesso di lavoro a caldo
Link correlati
- ATEX(glossario)
- Addetto antincendio(glossario)
- Rischio chimico(glossario)
- Spazi confinati(glossario)
- D.Lgs. 81/08 — Testo Unico(normativa)
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- Termine
Addetto Antincendio
L’addetto antincendio è il lavoratore designato dal datore di lavoro per attuare le misure di prevenzione incendi, di lotta antincendio e di gestione delle emergenze ed evacuazione. La designazione è obbligatoria (artt. 18 e 46 D.Lgs. 81/08) e la formazione è graduata in tre livelli dal D.M. 2/9/2021.
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Coordinatore emergenza
Il coordinatore dell’emergenza è la figura che dirige e coordina le azioni della squadra di emergenza durante un’evacuazione o un evento critico: dà l’allarme, gestisce l’esodo, tiene i contatti con i soccorsi esterni. Non è una figura nominativamente prevista dagli artt. 18 e 43, ma discende dall’organizzazione della gestione dell’emergenza richiesta dal D.M. 2 settembre 2021.
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Squadra di emergenza
La squadra di emergenza è l’insieme dei lavoratori che il datore di lavoro designa per attuare le misure di prevenzione incendi, lotta antincendio, evacuazione, salvataggio e primo soccorso (artt. 18 e 43). La designazione è obbligatoria e i designati non possono rifiutare l’incarico se non per giustificato motivo.
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Registro controlli antincendio
Il registro dei controlli antincendio è il documento in cui il datore di lavoro annota controlli, verifiche, interventi di manutenzione e di sorveglianza su impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio. È previsto dal D.M. 1 settembre 2021 (Criteri generali manutenzione) e va tenuto aggiornato e disponibile per gli organi di vigilanza.