La gestione dell'appalto secondo l'art. 26 richiede verifiche prima dell'ingresso, coordinamento durante i lavori e controllo delle interferenze. Il committente (datore di lavoro che affida lavori, servizi o forniture all'interno della propria azienda o di una singola unità produttiva) deve dimostrare cooperazione, coordinamento e verifica dell'idoneità tecnico-professionale dell'impresa.
I quattro obblighi del committente
L'art. 26 ruota attorno a quattro adempimenti tra loro collegati:
| Obbligo | Cosa significa |
| --- | --- |
| Verifica idoneità tecnico-professionale | Acquisire certificato CCIAA e autocertificazione del possesso dei requisiti |
| Informazione sui rischi | Fornire dettagli sui rischi specifici dell'ambiente e sulle misure di emergenza |
| Cooperazione e coordinamento | Attuare misure comuni e coordinare gli interventi di protezione |
| Elaborazione del DUVRI | Redigere il documento di valutazione dei rischi da interferenza |
Il DUVRI non è richiesto per le mere forniture di materiali o attrezzature, per i servizi di natura intellettuale e per i lavori o servizi di durata non superiore a cinque uomini-giorno, purché non comportino rischi particolari (incendio elevato, ambienti confinati, agenti cancerogeni, mutageni o biologici, amianto, atmosfere esplosive, rischi dell'Allegato XI); resta però l'obbligo di cooperazione e informazione. Come si redige il documento è spiegato nella guida al DUVRI.
Appalto interno o cantiere: quale regime si applica
L'art. 26 riguarda gli appalti "interni" all'azienda o all'unità produttiva del committente: manutenzioni, pulizie, vigilanza, mensa, logistica. Quando invece l'appalto riguarda lavori edili o di ingegneria civile elencati nell'Allegato X, si applica il Titolo IV del D.Lgs. 81/08: in presenza di più imprese il committente nomina il coordinatore per la progettazione (CSP) e per l'esecuzione (CSE), si redigono il PSC e i POS e la verifica dell'idoneità tecnico-professionale segue l'Allegato XVII. Confondere i due regimi è un errore frequente: il DUVRI non sostituisce il PSC, e il PSC non si applica a una manutenzione interna senza cantiere.
Idoneità tecnico-professionale: cosa chiedere
La verifica non è formale: il committente deve valutare che l'impresa abbia capacità coerenti con i lavori e i rischi. Tipicamente si acquisiscono visura camerale, DURC, documento di valutazione dei rischi dell'appaltatore, attestati di formazione, idoneità sanitarie e dichiarazione dell'organico. Per i cantieri edili la verifica segue invece l'Allegato XVII del Titolo IV. Valuta il contenuto dei documenti, non la loro semplice presenza.
Accessi, tessera di riconoscimento e controlli in corso d'opera
Nell'ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto o subappalto il personale occupato dall'impresa appaltatrice o subappaltatrice deve essere munito di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l'indicazione del datore di lavoro (art. 26, comma 8). In pratica conviene collegarla a un controllo accessi nominativo e a una breve formazione di benvenuto sui rischi del sito, sulle vie di esodo e sulle regole di circolazione. Durante i lavori i sopralluoghi congiunti, proporzionati al rischio, vanno verbalizzati con le non conformità rilevate e le azioni concordate.
Responsabilità solidale e costi della sicurezza
Committente e appaltatore (e subappaltatori) sono obbligati in solido (art. 26, comma 4) per i danni da infortunio non indennizzati dall'INAIL subiti dal lavoratore, salvo i rischi propri dell'attività dell'appaltatore. I costi della sicurezza da interferenza vanno indicati nel contratto e non sono soggetti a ribasso d'asta. Durante l'esecuzione il committente effettua sopralluoghi proporzionati al rischio e sospende le attività in caso di pericolo grave.
Passi operativi
1. Definisci oggetto e luoghi
Descrivi attività, aree interessate, durata, orari e possibili interferenze. Chiarisci se l'attività rientra nel campo dell'art. 26.
2. Verifica idoneità tecnico-professionale
Richiedi documenti coerenti con lavori e rischi: iscrizione, DURC, formazione, attrezzature e procedure. Valuta contenuto, non solo presenza dei file.
3. Scambia informazioni sui rischi
Comunica rischi specifici dei luoghi e ricevi rischi introdotti dall'appaltatore. Coinvolgi referenti operativi, non solo ufficio acquisti.
4. Coordina misure e accessi
Definisci permessi, orari, aree interdette, emergenze, DPI e regole di circolazione. Formalizza referenti e modalità di comunicazione.
5. Controlla l'esecuzione
Effettua sopralluoghi proporzionati al rischio e registra non conformità. Sospendi lavori se emergono pericoli gravi o attività non autorizzate.
6. Chiudi e valuta
Raccogli report finale, incidenti, near miss e performance. Usa l'esito per qualificare fornitori futuri.
Domande frequenti
Quando è obbligatorio il DUVRI?
Quando il committente affida lavori, servizi o forniture eseguiti all'interno della propria azienda con rischi da interferenza. È escluso per le mere forniture senza installazione, i servizi intellettuali e i lavori di brevissima durata privi di rischi specifici indicati dalla norma.
L'art. 26 si applica anche ai cantieri edili?
No: ai cantieri temporanei o mobili si applica il Titolo IV (PSC, POS, coordinatori); l'art. 26 e il DUVRI riguardano gli appalti "interni" non rientranti in quel regime.
Cosa rischia chi non verifica l'idoneità dell'appaltatore?
Sanzioni penali a carico del committente e l'estensione della responsabilità solidale per gli infortuni; in giudizio l'omessa verifica indebolisce gravemente la posizione del committente.
I costi della sicurezza si possono ribassare?
No: i costi delle misure per eliminare i rischi da interferenza vanno indicati nel contratto e non sono soggetti a ribasso d'asta.
Il personale dell'appaltatore deve avere il cartellino?
Sì: l'art. 26, comma 8, impone che il personale dell'impresa appaltatrice o subappaltatrice sia munito di tessera di riconoscimento con fotografia, generalità del lavoratore e indicazione del datore di lavoro.
Chi redige il DUVRI?
Il DUVRI è elaborato dal committente (datore di lavoro), che lo allega al contratto di appalto; le imprese coinvolte cooperano fornendo le informazioni sui propri rischi.
Riferimenti normativi
- Art. 26 D.Lgs. 81/08
- Titolo IV e Allegato X D.Lgs. 81/08
- Allegato XVII D.Lgs. 81/08
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