Defibrillatore DAE sul Lavoro: Obbligo e Buone Pratiche
Il defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) può salvare una vita nei pochi minuti che decidono l’esito di un arresto cardiaco. Ma in azienda è obbligatorio? La risposta richiede di distinguere con precisione tra obbligo di legge, che riguarda alcuni enti e luoghi affollati, e raccomandazione, che vale per la generalità delle imprese private. Vediamo cosa prevede la Legge 116/2021, come si lega al primo soccorso aziendale e quali sono le buone pratiche su formazione, posizionamento e manutenzione.
DAE: cos’è e quadro normativo (Legge 116/2021)
Il DAE (Defibrillatore semiAutomatico/Automatico Esterno) è un dispositivo portatile capace di analizzare il ritmo cardiaco e, se necessario, erogare una scarica elettrica per ripristinare un battito efficace in caso di arresto cardiaco improvviso. È progettato per essere usato anche da personale non sanitario: guida l’operatore con istruzioni vocali passo-passo e decide in autonomia se la scarica è indicata. La sua efficacia dipende dal tempo: ogni minuto che passa senza defibrillazione riduce in modo drastico le probabilità di sopravvivenza, per questo l’obiettivo è intervenire il più rapidamente possibile, idealmente entro i primi minuti.
Il riferimento normativo principale è la Legge 4 agosto 2021, n. 116, entrata in vigore il 28 agosto 2021, che detta disposizioni sull’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici e ne favorisce la diffusione capillare nei luoghi pubblici e nei contesti ad alta frequentazione. La stessa legge ha introdotto un principio fondamentale: il DAE può essere usato anche da chi non ha ricevuto una formazione specifica, quando agisce in stato di necessità.
Obbligo per enti pubblici e luoghi affollati vs raccomandazione per le aziende
Qui sta il punto più frainteso. La Legge 116/2021 non impone a tutte le aziende privatedi dotarsi di un DAE. L’obbligo (o la spinta normativa più forte) riguarda enti pubblici e luoghi a elevata frequentazione, in particolare:
- le pubbliche amministrazioni con almeno 15 dipendenti e servizi aperti al pubblico;
- aeroporti, stazioni ferroviarie e porti;
- i mezzi di trasporto (aerei, ferroviari, marittimi) che effettuano tratte con percorrenza continuata di almeno 2 ore.
Per i luoghi privati ad alta affluenza — centri commerciali, supermercati, alberghi, condomìni, strutture aperte al pubblico — la legge prevede incentivi e misure premiali da parte degli enti territoriali, ma non un obbligo generalizzato. Per la generalità delle imprese, quindi, il DAE è fortemente raccomandato ma non imposto dalla Legge 116/2021.
⚠️ Raccomandato non significa «facoltativo a costo zero»
Anche senza un obbligo esplicito, il datore di lavoro deve valutare il rischio di emergenza sanitaria nel proprio DVRe organizzare il primo soccorso in modo adeguato all’attività (art. 18 e art. 45 del D.Lgs. 81/08). Dove il profilo di rischio o l’età della popolazione aziendale lo rendono opportuno, dotarsi di un DAE diventa una scelta di prevenzione difficilmente rinunciabile.
| Contesto | DAE |
|---|---|
| PA con almeno 15 dipendenti e servizi al pubblico | Previsto dalla Legge 116/2021 |
| Aeroporti, stazioni, porti, trasporti su tratte lunghe | Previsto dalla Legge 116/2021 |
| Centri commerciali, alberghi, condomìni, strutture aperte al pubblico | Incentivato (misure premiali) |
| Generalità delle aziende private | Raccomandato, valutato nel DVR |
Il legame con il primo soccorso aziendale (DM 388/2003)
Il DAE non vive da solo: si inserisce nel più ampio sistema di gestione delle emergenze e primo soccorsoche ogni azienda deve organizzare. Il riferimento è l’art. 45 del D.Lgs. 81/08, attuato dal DM 388/2003, che classifica le aziende in tre gruppi in base al rischio e al numero di lavoratori:
| Gruppo | Formazione iniziale | Aggiornamento |
|---|---|---|
| A (rischio più elevato) | 16 ore | 6 ore ogni 3 anni |
| B e C (rischio medio/basso) | 12 ore | 4 ore ogni 3 anni |
Il datore di lavoro deve designare gli addetti al primo soccorso, formarli, fornire la cassetta di primo soccorso o il pacchetto di medicazione previsti per il gruppo di appartenenza e garantire i collegamenti con il sistema di emergenza 118. Il DAE, dove presente, è una dotazione che potenzia questo sistema: affinché sia realmente utile, gli addetti devono sapere dove si trova, come si usa e come si integra con la chiamata al 118.
La formazione BLSD degli addetti
Il corso di primo soccorso DM 388/2003 include nozioni sulle emergenze cardiache, ma non equivalea un corso di abilitazione all’uso del defibrillatore. Il modulo specifico è il BLSD(Basic Life Support and Defibrillation), che addestra in modo pratico alla rianimazione cardiopolmonare (RCP) e all’uso del DAE.
- Il BLSD non sostituisceil corso di primo soccorso aziendale: lo integra. Dove c’è (o si vuole installare) un DAE, è la scelta corretta per avere personale davvero pronto a intervenire.
- Pur essendo l’uso del DAE aperto a chiunque in stato di necessità, formare gli addetti riduce l’esitazione e migliora la qualità del soccorso nei minuti critici.
- È buona pratica programmare retraining periodici (la manualità della RCP si perde rapidamente) e tenere traccia degli attestati nel sistema di gestione della formazione sicurezza.
Più in generale, la pianificazione dei corsi obbligatori (primo soccorso, antincendio, formazione lavoratori) va coordinata con le scadenze aziendali: trovi un quadro aggiornato nella guida alla formazione lavoratori 2026 e nel riepilogo della scadenza del 24 maggio 2026 dell’Accordo Stato-Regioni.
Posizionamento, manutenzione e registrazione
Un DAE è utile solo se è raggiungibile in fretta e sempre funzionante. Le buone pratiche di gestione riguardano tre aspetti: collocazione, manutenzione e tracciabilità.
Posizionamento
- colloca il DAE in un punto centrale, visibile e accessibile, in modo da raggiungerlo e tornare sul soggetto colpito nel minor tempo possibile;
- usa segnaletica chiara (cartello DAE) e indica la posizione nelle planimetrie e nel piano di emergenza;
- in strutture estese valuta più dispositivi, distribuiti per coprire in modo equilibrato gli ambienti e i flussi di persone.
Manutenzione
- controlla periodicamente lo stato della batteria e la scadenza degli elettrodi/piastre, seguendo le indicazioni del produttore;
- verifica gli autotestdel dispositivo e l’integrità della teca o dell’armadietto;
- sostituisci tempestivamente i consumabili scaduti e tieni a disposizione un kit di ricambio (rasoio, forbici, salviette).
Registrazione e monitoraggio
- tieni un registro dei controlli (data, esito, materiali sostituiti) per dimostrare la corretta gestione del presidio;
- dove previsto, collega il DAE al monitoraggio remoto della centrale 118, così da renderlo censito e localizzabile in emergenza;
- integra la presenza e la posizione del DAE nel piano di emergenza e nelle prove periodiche.
Responsabilità e tutele (uso da parte di non sanitari)
Una delle innovazioni più importanti della Legge 116/2021 è l’apertura dell’uso del defibrillatore a chiunque agisca in stato di necessità, anche se non formato. La logica è chiara: in un arresto cardiaco i minuti contano e nessuno deve avere timore di intervenire. Il soccorritore che attiva il 118, applica il DAE e segue le istruzioni vocali del dispositivo opera in un quadro di tutela, pensato per incoraggiare l’azione tempestiva.
Per il datore di lavoro questo significa una cosa pratica: la presenza di un DAE in azienda non crea un «rischio di responsabilità» per chi lo usa, ma aggiunge uno strumento di protezione. La responsabilità del datore riguarda semmai l’organizzazione: aver valutato il rischio nel DVR, aver formato e designato gli addetti al primo soccorso, aver tenuto il dispositivo efficiente e accessibile. Per il quadro generale degli adempimenti puoi consultare la checklist degli obblighi del datore di lavoro e, per la parte sanitaria, il ruolo del medico competente nella sorveglianza sanitaria.
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Domande frequenti
Le aziende private sono obbligate ad avere un defibrillatore DAE?
No: la Legge 116/2021 non impone alle aziende private di dotarsi di un DAE. L'obbligo riguarda le pubbliche amministrazioni con almeno 15 dipendenti e servizi aperti al pubblico, aeroporti, stazioni ferroviarie, porti e i mezzi di trasporto con tratte di percorrenza continuata di almeno 2 ore. Per le imprese private il DAE è fortemente raccomandato, soprattutto in presenza di grandi flussi di persone o di lavoratori a rischio cardiovascolare.
Chi può usare il defibrillatore in azienda?
Dal 2021 il DAE può essere utilizzato da chiunque agisca in stato di necessità, anche se privo di una formazione specifica. La formazione BLSD resta comunque fortemente consigliata: chi è addestrato interviene più rapidamente e con maggiore efficacia. In azienda è buona pratica formare gli addetti al primo soccorso anche all'uso del defibrillatore.
Serve la formazione BLSD per gli addetti al primo soccorso?
La formazione di primo soccorso aziendale è obbligatoria ai sensi del DM 388/2003 (12 o 16 ore in base al gruppo di rischio A/B/C, con aggiornamento triennale). Il corso BLSD per l'uso del defibrillatore è un modulo aggiuntivo: non sostituisce il corso DM 388, ma lo integra e, dove è presente un DAE, è la scelta corretta per avere personale realmente in grado di usarlo.
Come va gestita la manutenzione del defibrillatore?
Il DAE deve essere sempre pronto all'uso: vanno controllati periodicamente lo stato della batteria e la scadenza degli elettrodi (piastre), seguendo le indicazioni del produttore. È buona pratica registrare i controlli, sostituire i consumabili scaduti e verificare la segnaletica e l'accessibilità della teca. Dove previsto, il dispositivo va collegato al monitoraggio remoto della centrale 118.
Chi usa il DAE in buona fede risponde di eventuali danni?
L'impianto normativo italiano tutela chi presta soccorso. L'apertura dell'uso del DAE a chiunque agisca in stato di necessità nasce proprio per favorire l'intervento immediato in caso di arresto cardiaco. Il soccorritore che agisce correttamente, attiva il 118 e segue le istruzioni vocali del dispositivo opera in un quadro di tutela, non di responsabilità.