Definizione e quadro normativo
È mutageno l’agente chimico che, classificato in categoria 1A o 1B ai sensi del Regolamento CLP (CE 1272/2008), può indurre mutazioni ereditarie nelle cellule germinali umane. Il D.Lgs. 81/08 tratta i mutageni nel Titolo IX, Capo II (artt. 233-245), insieme ai cancerogeni: il D.Lgs. 44/2020, che ha recepito le direttive UE, ha esteso il Capo II prima ai mutageni e poi alle sostanze tossiche per la riproduzione. L’art. 234 contiene le definizioni; gli artt. 235-236 impongono la sostituzione dell’agente, ove tecnicamente possibile, e la valutazione del rischio basata su entità, modalità, frequenza dell’esposizione e via di assorbimento.
Misure di prevenzione e protezione
L’obbligo prioritario (art. 235) è eliminare o sostituire l’agente mutageno; se non possibile, l’art. 235 impone l’uso in sistema chiuso e, in subordine, la riduzione dell’esposizione al più basso valore tecnicamente raggiungibile. Le misure tecniche, organizzative e procedurali dell’art. 237 comprendono:
| Ambito | Misura tipica (art. 237) |
|---|---|
| Quantità | Limitare i quantitativi sul luogo di lavoro |
| Esposti | Ridurre al minimo i lavoratori esposti |
| Impianti | Captazione localizzata, sistema chiuso, aspirazione |
| Igiene | Aree separate, divieto di fumo/cibo, DPI, decontaminazione |
| Emergenze | Procedure per esposizioni anomale e fuoriuscite |
Registro esposti e sorveglianza sanitaria
L’art. 243 impone il registro degli esposti ad agenti cancerogeni e mutageni, istituito e aggiornato dal datore di lavoro, vidimato dal medico competente e trasmesso all’INAIL; la cartella sanitaria e di rischio segue il lavoratore e va conservata per almeno 40 anni dalla cessazione dell’esposizione (art. 243). La sorveglianza sanitaria (art. 242) è obbligatoria per gli esposti, con accertamenti preventivi e periodici secondo il protocollo del medico competente. In caso di esposizione anomala si applica l’art. 240.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra agente mutageno e cancerogeno?
Il cancerogeno può indurre tumori, il mutageno mutazioni ereditarie nelle cellule germinali. Il Titolo IX, Capo II del D.Lgs. 81/08 li disciplina insieme con le stesse misure di prevenzione, registro e sorveglianza.
Qual è la prima misura obbligatoria contro il rischio mutageno?
La sostituzione: l’art. 235 impone di eliminare o sostituire l’agente mutageno ove tecnicamente possibile; se non praticabile, l’uso in sistema chiuso e la riduzione dell’esposizione al minimo tecnicamente raggiungibile.
Per quanto tempo va conservata la cartella sanitaria e di rischio?
Almeno 40 anni dalla cessazione dell’esposizione, ai sensi dell’art. 243, data la lunga latenza dei possibili effetti degli agenti cancerogeni e mutageni.
Il registro degli esposti a mutageni è obbligatorio?
Sì. L’art. 243 impone al datore di lavoro un registro degli esposti ad agenti cancerogeni e mutageni, vidimato dal medico competente e trasmesso all’INAIL e agli organi di vigilanza.
Come si classifica un agente come mutageno?
Tramite il Regolamento CLP (CE 1272/2008): rientrano nel Capo II gli agenti classificati mutageni di categoria 1A o 1B per le cellule germinali, riportati nella relativa scheda dati di sicurezza.
Riferimenti normativi
- Art. 234 D.Lgs. 81/08
- Art. 235 D.Lgs. 81/08
- Art. 242 D.Lgs. 81/08
- Art. 243 D.Lgs. 81/08
- Regolamento CE 1272/2008 (CLP)
Sinonimi
mutageni, agenti mutageni, rischio cancerogeno-mutageno
Link correlati
- DVR(glossario)
- Sorveglianza sanitaria(glossario)
- Registro cancerogeni e mutageni(glossario)
- Valutazione dei rischi online(servizio)
- D.Lgs. 81/08 — Testo Unico(normativa)
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Rischio cancerogeno
Il rischio cancerogeno è l’esposizione ad agenti capaci di provocare il cancro o di aumentarne l’incidenza. È disciplinato dal Capo II del Titolo IX del D.Lgs. 81/08, che impone di sostituire o ridurre al minimo l’esposizione, in sistema chiuso ove tecnicamente possibile, con valori limite, sorveglianza sanitaria e registro degli esposti.
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Rischio IPA
Il rischio IPA è l’esposizione a idrocarburi policiclici aromatici, contaminanti generati da combustioni incomplete e presenti in fumi di saldatura, bitumi caldi, gas di scarico e fuliggine. Molti IPA sono cancerogeni: la valutazione e la gestione seguono il Titolo IX, Capo II del D.Lgs. 81/08 sugli agenti cancerogeni e mutageni.
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Rischio sostanze pericolose
Il rischio da sostanze pericolose deriva dall’uso o dalla presenza di agenti chimici e miscele classificati pericolosi per salute, sicurezza o ambiente. È disciplinato dal Titolo IX, Capo I del D.Lgs. 81/08 (artt. 221-232), che impone la valutazione del rischio chimico, misure di prevenzione e, oltre la soglia di rischio “non irrilevante”, sorveglianza sanitaria.
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ATECO
Il codice ATECO è la classificazione statistica delle attività economiche che identifica il settore di un’azienda. In sicurezza sul lavoro determina la tariffa INAIL, la classe di rischio per la formazione obbligatoria (basso, medio o alto) e incide sulla valutazione dei rischi e sugli adempimenti del D.Lgs. 81/08.