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Termine · Rischi

Rischio radiazioni ottiche artificiali

Il rischio da radiazioni ottiche artificiali (ROA) è l’esposizione a radiazioni ultraviolette, visibili e infrarosse prodotte da sorgenti artificiali come saldatura, lampade germicide e forni. È disciplinato dal Titolo VIII, Capo V del D.Lgs. 81/08, che distingue sorgenti coerenti (laser) e incoerenti e fissa valori limite di esposizione.

Aggiornato il 2026-06-21

Revisione a cura di Ing. Marco BianchiRSPP / Consulente sicurezza sul lavoro

Quadro normativo

Le radiazioni ottiche artificiali (ROA) sono regolate dal Titolo VIII, Capo V del D.Lgs. 81/08 (artt. 213-220), recepimento della Direttiva 2006/25/CE. Il Capo distingue le sorgenti incoerenti (lampade, archi di saldatura, forni, sterilizzatori UV) e le sorgenti coerenti, cioè i laser, oggetto di disciplina specifica. L’art. 216 impone al datore di lavoro di valutare e, se necessario, misurare o calcolare i livelli di esposizione, confrontandoli con i valori limite di esposizione (VLE) dell’Allegato XXXVII. Per le sorgenti incoerenti i limiti sono espressi in termini di irradianza ed esposizione radiante ponderate spettralmente.

Sorgenti, effetti e bande spettrali

Le ROA si suddividono per banda spettrale, con effetti su occhi e cute diversi a seconda della lunghezza d’onda:

BandaSorgenti tipicheEffetti principali
Ultravioletto (UV-A/B/C)Saldatura, lampade germicide, fotopolimerizzazioneEritema, fotocheratite/congiuntivite, foto-invecchiamento, rischio tumorale cutaneo
Visibile (luce blu)Lampade ad alta intensità, LED potentiDanno fotochimico e termico alla retina
Infrarosso (IR-A/B/C)Forni, vetrerie, fonderie, corpi incandescentiCataratta, ustioni corneali e cutanee

Misure e sorveglianza sanitaria

Le misure seguono la gerarchia di prevenzione: scelta di attrezzature a minore emissione, schermature, cabine e interblocchi, segnaletica e delimitazione delle aree, riduzione di durata e intensità, DPI specifici (occhiali e schermi con filtri adeguati alla banda, indumenti protettivi). La sorveglianza sanitaria (art. 218) è prevista per i lavoratori esposti a livelli superiori ai VLE o in presenza di effetti negativi accertati; va inoltre garantita la visita su richiesta. La valutazione e le misure confluiscono nel DVR. Per le sorgenti coerenti il riferimento operativo è la voce dedicata al rischio laser e la norma CEI EN 60825-1.

Domande frequenti

Cosa sono le radiazioni ottiche artificiali?

Radiazioni ultraviolette, visibili e infrarosse prodotte da sorgenti artificiali (saldatura, lampade germicide, forni, laser), disciplinate dal Titolo VIII, Capo V del D.Lgs. 81/08.

Che differenza c’è tra sorgenti coerenti e incoerenti?

Le sorgenti coerenti sono i laser, con disciplina specifica e classificazione CEI EN 60825-1; le incoerenti sono lampade, archi di saldatura e forni, valutate in termini di irradianza ed esposizione radiante.

Quali effetti possono provocare le ROA?

A seconda della banda: eritema e fotocheratite (UV), danno retinico da luce blu (visibile), cataratta e ustioni (infrarosso); UV e visibile possono avere effetti anche tumorali sulla cute.

Quali DPI servono contro le radiazioni ottiche?

Occhiali e schermi facciali con filtri adeguati alla banda spettrale e all’intensità, oltre a indumenti protettivi per la cute, scelti sulla base della valutazione.

La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per le ROA?

È prevista (art. 218) per i lavoratori esposti a livelli superiori ai valori limite o in presenza di effetti accertati, oltre alla visita su richiesta del lavoratore.

Riferimenti normativi

  • Art. 216 D.Lgs. 81/08
  • Art. 217 D.Lgs. 81/08
  • Art. 218 D.Lgs. 81/08
  • Allegato XXXVII D.Lgs. 81/08

Sinonimi

ROA, radiazioni ottiche artificiali, radiazioni UV-IR

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