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Termine · Rischi

Rischio microclima

Il rischio microclima riguarda le condizioni termoigrometriche degli ambienti di lavoro — temperatura, umidità, velocità dell’aria e calore radiante — che influenzano salute, comfort e sicurezza. Va valutato ai sensi del D.Lgs. 81/08 (art. 28, Allegato IV) distinguendo ambienti moderati, severi caldi e severi freddi, con norme tecniche dedicate.

Aggiornato il 2026-06-21

Revisione a cura di Ing. Marco BianchiRSPP / Consulente sicurezza sul lavoro

Quadro normativo

Il microclima è una condizione di lavoro che il datore di lavoro deve valutare tra «tutti i rischi» ai sensi dell’art. 28 del D.Lgs. 81/08. L’Allegato IV (requisiti dei luoghi di lavoro) prescrive che temperatura, umidità e ventilazione dei locali chiusi siano adeguate all’organismo umano e al tipo di lavoro, tenendo conto dei metodi di lavorazione e degli sforzi fisici. La valutazione si appoggia alle norme tecniche della serie UNI EN ISO sull’ergonomia degli ambienti termici, che distinguono tre situazioni: ambienti moderati (comfort), ambienti severi caldi (stress da caldo) e ambienti severi freddi (stress da freddo).

Parametri, indici e ambienti

La valutazione combina parametri ambientali e individuali (attività metabolica, abbigliamento) attraverso indici normalizzati:

AmbienteIndice di riferimentoNorma tecnica
Moderato (comfort)PMV / PPDUNI EN ISO 7730
Severo caldoWBGT (stress termico)UNI EN ISO 7243
Severo freddoIREQ / WCIUNI EN ISO 11079
Parametri di baseTemperatura, umidità, aria, radianteUNI EN ISO 7726

Negli ambienti moderati gli indici PMV/PPD stimano il voto medio previsto e la percentuale di insoddisfatti; negli ambienti severi caldi l’indice WBGT confronta il carico termico con valori limite in funzione del metabolismo; negli ambienti severi freddi si valutano l’isolamento richiesto dell’abbigliamento (IREQ) e il raffreddamento delle parti esposte.

Misure e gestione

Le misure tecniche includono climatizzazione, ventilazione, schermatura delle sorgenti radianti, isolamento e indumenti adeguati. Le misure organizzative comprendono rotazione, pause in aree climatizzate, idratazione, acclimatazione e adeguamento dei ritmi nelle ondate di calore. Per i lavoratori particolarmente sensibili e per le esposizioni severe può essere prevista la sorveglianza sanitaria. La valutazione, gli indici calcolati e le misure adottate confluiscono nel DVR e vanno riesaminati al variare di lavorazioni, impianti o condizioni stagionali.

Domande frequenti

Cosa si intende per rischio microclima?

Le condizioni termoigrometriche dell’ambiente di lavoro (temperatura, umidità, velocità dell’aria, calore radiante) che, se inadeguate, incidono su salute, comfort e sicurezza dei lavoratori.

Quali norme regolano il microclima nei luoghi di lavoro?

L’art. 28 e l’Allegato IV del D.Lgs. 81/08, integrati dalle norme tecniche UNI EN ISO sugli ambienti termici (7730 per il comfort, 7243 per lo stress da caldo, 11079 per il freddo).

Che cos’è l’indice WBGT?

È l’indice di stress termico usato negli ambienti severi caldi: confronta il carico termico ambientale con valori limite definiti in funzione dell’attività metabolica del lavoratore.

Quali misure riducono il rischio da caldo?

Climatizzazione e ventilazione, schermatura delle sorgenti radianti, rotazione e pause in aree fresche, idratazione, acclimatazione e adeguamento dei ritmi nelle ondate di calore.

Il microclima va inserito nel DVR?

Sì: la valutazione, gli indici calcolati e le misure adottate fanno parte del documento di valutazione dei rischi e vanno riesaminati al variare di impianti, lavorazioni o condizioni stagionali.

Riferimenti normativi

  • Art. 28 D.Lgs. 81/08
  • Allegato IV D.Lgs. 81/08
  • UNI EN ISO 7730
  • UNI EN ISO 7243

Sinonimi

stress termico, comfort termico, condizioni termoigrometriche

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