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Termine · Rischi

Rischio radon

Il radon è un gas radioattivo naturale, seconda causa di tumore polmonare dopo il fumo, che si accumula in ambienti interrati e poco ventilati. Il D.Lgs. 101/2020 fissa un livello di riferimento di 300 Bq/m³ in media annua e impone misurazioni, azioni di rimedio e, in alcuni casi, valutazione delle dosi ai lavoratori.

Aggiornato il 2026-06-21

Revisione a cura di Ing. Marco BianchiRSPP / Consulente sicurezza sul lavoro

Cos’è il radon e perché è un rischio occupazionale

Il radon-222 è un gas radioattivo inodore e incolore prodotto dal decadimento dell’uranio presente in rocce e suoli. All’aperto si disperde, ma in ambienti chiusi — soprattutto piani interrati, seminterrati, locali a contatto con il terreno — può raggiungere concentrazioni elevate. L’inalazione prolungata dei suoi prodotti di decadimento è classificata cancerogena per il polmone (IARC gruppo 1). Per i luoghi di lavoro il riferimento è il D.Lgs. 101/2020 (recepimento della Direttiva 2013/59/Euratom), che ha sostituito la previgente disciplina del Capo III-bis del D.Lgs. 230/95.

Obblighi del D.Lgs. 101/2020

Il livello di riferimento per la concentrazione media annua di radon nei luoghi di lavoro è 300 Bq/m³ (art. 12). Gli obblighi principali sono:

ObbligoRiferimentoContenuto
MisurazioneArt. 17Locali interrati/seminterrati e aree prioritarie; misure su almeno un anno con servizi riconosciuti
Azioni di rimedioArt. 17Se si supera 300 Bq/m³: interventi per ridurre la concentrazione
Valutazione dosiArt. 17Se permane il superamento dopo i rimedi: stima della dose efficace ai lavoratori
EspertoCoinvolgimento di esperto in radioprotezione/intervento quando richiesto

Misure di rimedio e integrazione nel DVR

Le azioni di rimedio puntano a ridurre l’ingresso e favorire la rimozione del gas: sigillatura di fessure e passaggi impiantistici verso il terreno, vespai aerati e depressurizzazione del suolo (pozzetti radon), ventilazione meccanica controllata. Se dopo gli interventi la dose efficace stimata supera i limiti, scattano gli obblighi di radioprotezione dei lavoratori. La valutazione del radon va richiamata nel DVR ex art. 28 del D.Lgs. 81/08 e documentata con i rapporti di misura e gli interventi adottati.

Domande frequenti

Qual è il livello di riferimento del radon nei luoghi di lavoro?

Il D.Lgs. 101/2020 fissa un livello di riferimento di 300 Bq/m³ come concentrazione media annua di attività di radon in aria nei luoghi di lavoro.

Dove va misurato obbligatoriamente il radon?

Nei locali di lavoro situati al piano interrato o seminterrato e nelle zone individuate come prioritarie dalle Regioni; la misura va effettuata su un anno con servizi di misurazione riconosciuti.

Cosa fare se si supera il livello di riferimento?

Si attuano azioni di rimedio per ridurre la concentrazione; se il superamento permane, si valuta la dose efficace ai lavoratori e, oltre i limiti, scattano gli obblighi di radioprotezione.

Quali sono le principali misure di rimedio contro il radon?

Sigillatura di fessure e passaggi verso il terreno, vespai aerati, depressurizzazione del suolo con pozzetti radon e ventilazione meccanica controllata per ridurre ingresso e accumulo del gas.

Il radon va inserito nel DVR?

Sì: la valutazione del rischio radon, i rapporti di misura e gli eventuali interventi vanno richiamati nel Documento di Valutazione dei Rischi ai sensi dell’art. 28 del D.Lgs. 81/08.

Riferimenti normativi

  • Art. 12 D.Lgs. 101/2020
  • Art. 17 D.Lgs. 101/2020
  • Direttiva 2013/59/Euratom
  • Art. 28 D.Lgs. 81/08

Sinonimi

gas radon, esposizione radon, radon indoor

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