Cos’è la valutazione dei rischi
La valutazione dei rischi è definita dall’art. 2 del D.Lgs. 81/08 come la valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione in cui prestano la propria attività, finalizzata a individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e a elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza. È un obbligo non delegabile del datore di lavoro (art. 17), svolto in collaborazione con il RSPP e con il medico competente (ove nominato) e previa consultazione del RLS. Si conclude con la redazione del DVR.
Guida completa: Guida al DVR e alla valutazione dei rischi. Questa voce riporta la definizione e i riferimenti normativi essenziali; obblighi operativi e modalità pratiche sono trattati nella pagina dedicata.
Deve riguardare tutti i rischi, compresi quelli particolari indicati dall’art. 28: stress lavoro-correlato, rischi connessi a lavoratrici in gravidanza, differenze di genere, età, provenienza da altri Paesi e tipologia contrattuale.
In sintesi
Il processo identifica i pericoli, stima il rischio — di solito come combinazione di probabilità e magnitudo del danno (R = P × D) con la matrice probabilità per danno — definisce le priorità e individua le misure secondo la gerarchia dell’art. 15. Valutazione e DVR vanno rielaborati in caso di modifiche significative, infortuni rilevanti o esiti della sorveglianza sanitaria; non è ammessa alcuna forma di autocertificazione sostitutiva.
Domande frequenti
Chi deve fare la valutazione dei rischi?
Il datore di lavoro, in via non delegabile, in collaborazione con il RSPP e con il medico competente ove nominato e previa consultazione del RLS. L’esito si formalizza nel DVR.
Quali rischi vanno valutati?
Tutti i rischi per la salute e sicurezza, compresi quelli particolari richiamati dall’art. 28: stress lavoro-correlato, gravidanza, differenze di genere, età, provenienza da altri Paesi e tipologia contrattuale.
Come si misura il rischio?
Con l’approccio classico R = P × D, che combina la probabilità di accadimento e la magnitudo del danno, spesso rappresentato tramite una matrice probabilità-danno per definire le priorità d’intervento.
Riferimenti normativi
- Art. 2 D.Lgs. 81/08
- Art. 15 D.Lgs. 81/08
- Art. 17 D.Lgs. 81/08
- Artt. 28-29 D.Lgs. 81/08
Sinonimi
Risk assessment, Analisi dei rischi
Link correlati
- Guida al DVR e alla valutazione dei rischi(approfondimento)
- DVR — Documento di Valutazione dei Rischi(glossario)
- DUVRI(glossario)
- Matrice probabilità-danno(glossario)
- DVR online 123Sicurezza(servizio)
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- Termine
ATECO
Il codice ATECO è la classificazione statistica delle attività economiche che identifica il settore di un’azienda. In sicurezza sul lavoro determina la tariffa INAIL, la classe di rischio per la formazione obbligatoria (basso, medio o alto) e incide sulla valutazione dei rischi e sugli adempimenti del D.Lgs. 81/08.
- Termine
DVR — Documento di Valutazione dei Rischi
Il DVR è il documento, obbligatorio per ogni azienda con almeno un lavoratore, in cui il datore di lavoro valuta tutti i rischi per la salute e la sicurezza e definisce le misure di prevenzione, protezione e miglioramento. È un obbligo non delegabile previsto dall’art. 17 del D.Lgs. 81/08.
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DUVRI — Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze
Il DUVRI è il Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze che il committente redige negli appalti e contratti d’opera per gestire i rischi nati dalla compresenza di più imprese. È distinto dal DVR ed è previsto dall’art. 26, comma 3, del D.Lgs. 81/08.
- Termine
Autocertificazione valutazione rischi
L'autocertificazione della valutazione dei rischi era la modalità semplificata con cui le piccole imprese fino a 10 lavoratori potevano attestare di aver effettuato la valutazione senza redigere il DVR completo. È abolita dal 1° giugno 2013: oggi tutte le aziende con lavoratori devono avere il DVR.