Cosa significa ATEX
Il termine ATEX (dal francese *ATmosphères EXplosibles*) indica le atmosfere potenzialmente esplosive, cioè le miscele con l’aria di sostanze infiammabili — gas, vapori, nebbie o polveri combustibili — che, in determinate condizioni, possono incendiarsi propagando la combustione all’intera massa. In materia di sicurezza convivono due direttive europee, da non confondere: la direttiva «sociale» 1999/92/CE, recepita dal Titolo XI (artt. 287-297) del D.Lgs. 81/08, che riguarda la protezione dei lavoratori; e la direttiva «di prodotto» 2014/34/UE, recepita dal D.Lgs. 85/2016, che disciplina i requisiti delle apparecchiature destinate all’uso in atmosfere esplosive.
Guida completa: Rischio chimico e ATEX: classificazione delle zone. Questa voce riporta la definizione e i riferimenti normativi essenziali; obblighi operativi e modalità pratiche sono trattati nella pagina dedicata.
La classificazione delle zone
Il datore di lavoro deve ripartire in zone le aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive, in funzione della probabilità e della durata della loro presenza:
| Zona | Sostanza | Presenza dell’atmosfera esplosiva |
|---|---|---|
| Zona 0 / Zona 20 | Gas / Polveri | Presente in modo continuo, per lunghi periodi o frequentemente |
| Zona 1 / Zona 21 | Gas / Polveri | Probabile occasionalmente durante le normali attività |
| Zona 2 / Zona 22 | Gas / Polveri | Improbabile e, se presente, di breve durata |
Le apparecchiature installate devono appartenere alla categoria adeguata alla zona (1G/2G/3G per gas, 1D/2D/3D per polveri).
Il Documento sulla Protezione contro le Esplosioni
L’art. 294 del D.Lgs. 81/08 impone, come parte della valutazione dei rischi, la redazione del Documento sulla Protezione contro le Esplosioni (DPE), che integra il DVR. Il DPE attesta che i rischi di esplosione sono stati individuati e valutati, che sono adottate misure adeguate, che le zone sono state classificate e che luoghi e attrezzature sono progettati, impiegati e mantenuti tenendo conto della sicurezza. Le misure seguono il principio di prevenire la formazione delle atmosfere esplosive, evitarne l’accensione e attenuare gli effetti di un’eventuale esplosione.
Domande frequenti
Quali aziende sono soggette alla normativa ATEX?
Tutte quelle in cui possono formarsi atmosfere esplosive: lavorazioni con gas, vapori, solventi infiammabili o polveri combustibili (chimica, verniciatura, molini, silos, distributori carburante, falegnamerie). Il datore di lavoro deve valutare il rischio di esplosione.
Qual è la differenza tra la direttiva 1999/92/CE e la 2014/34/UE?
La 1999/92/CE (Titolo XI D.Lgs. 81/08) protegge i lavoratori e impone valutazione, classificazione delle zone e DPE; la 2014/34/UE (D.Lgs. 85/2016) regola i requisiti delle apparecchiature destinate alle atmosfere esplosive.
Cos’è il DPE?
Il Documento sulla Protezione contro le Esplosioni, previsto dall’art. 294: attesta l’avvenuta valutazione del rischio di esplosione, la classificazione delle zone e le misure adottate. Integra il DVR.
Come si classificano le zone ATEX?
In base alla probabilità e durata della presenza dell’atmosfera esplosiva: zone 0/1/2 per gas e vapori, zone 20/21/22 per le polveri combustibili, dalla presenza continua (0/20) a quella improbabile e breve (2/22).
Chi redige il documento ATEX?
Il datore di lavoro, nell’ambito della valutazione dei rischi, di norma con il supporto di tecnici specializzati. Il DPE va aggiornato in caso di modifiche significative di luoghi, processi o attrezzature.
Anche le polveri generano atmosfere esplosive?
Sì. Polveri combustibili come legno, farine, zucchero o metalli, disperse in aria, possono formare atmosfere esplosive: le aree interessate si classificano nelle zone 20, 21 e 22 (Allegato XLIX D.Lgs. 81/08).
Quali misure impone la disciplina ATEX?
In ordine di priorità: impedire la formazione di atmosfere esplosive, evitarne l’innesco e attenuare gli effetti di un’eventuale esplosione, con misure tecniche e organizzative documentate nel documento sulla protezione contro le esplosioni (art. 294).
Che attrezzature si usano nelle zone ATEX?
Solo apparecchi e sistemi di protezione conformi alla Direttiva 2014/34/UE, della categoria adeguata alla zona, con marcatura CE ed Ex e segnaletica agli accessi.
Riferimenti normativi
- Titolo XI D.Lgs. 81/08 (artt. 287-297)
- Art. 294 D.Lgs. 81/08
- Direttiva 1999/92/CE
- Direttiva 2014/34/UE
- D.Lgs. 85/2016
Sinonimi
Atmosfere esplosive, Rischio ATEX, Rischio esplosione, Direttiva ATEX, ATEX — atmosfere esplosive: valutazione e zone (artt. 287-297)
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ATECO
Il codice ATECO è la classificazione statistica delle attività economiche che identifica il settore di un’azienda. In sicurezza sul lavoro determina la tariffa INAIL, la classe di rischio per la formazione obbligatoria (basso, medio o alto) e incide sulla valutazione dei rischi e sugli adempimenti del D.Lgs. 81/08.
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DVR — Documento di Valutazione dei Rischi
Il DVR è il documento, obbligatorio per ogni azienda con almeno un lavoratore, in cui il datore di lavoro valuta tutti i rischi per la salute e la sicurezza e definisce le misure di prevenzione, protezione e miglioramento. È un obbligo non delegabile previsto dall’art. 17 del D.Lgs. 81/08.
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DUVRI — Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze
Il DUVRI è il Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze che il committente redige negli appalti e contratti d’opera per gestire i rischi nati dalla compresenza di più imprese. È distinto dal DVR ed è previsto dall’art. 26, comma 3, del D.Lgs. 81/08.
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RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
Il RSPP è la figura tecnica designata dal datore di lavoro per coordinare il Servizio di Prevenzione e Protezione. È obbligatorio in ogni azienda, può essere interno o esterno e collabora alla valutazione dei rischi e all’elaborazione delle misure di sicurezza ai sensi degli artt. 31-33 del D.Lgs. 81/08.