Cos’è la malattia professionale
La malattia professionale, o tecnopatia, è una patologia contratta nell’esercizio e a causa dell’attività lavorativa, per effetto dell’esposizione prolungata a un agente di rischio presente nell’ambiente di lavoro: rumore, vibrazioni, agenti chimici, polveri, agenti biologici, sovraccarico biomeccanico. A differenza dell’infortunio — caratterizzato da una causa violenta concentrata nel tempo — la malattia professionale si manifesta in modo graduale, con un nesso causale tra lavorazione e patologia che può essere diretto o concausale.
La tutela assicurativa è disciplinata dal D.P.R. 1124/1965 e dal D.Lgs. 38/2000.
Malattie tabellate e sistema misto
L’ordinamento italiano adotta un sistema misto:
| Tipo | Onere della prova | Riferimento |
|---|---|---|
| Malattie tabellate | Presunzione legale di origine professionale, se rispettati lavorazione e periodo di esposizione | Tabelle allegate al D.P.R. 1124/1965 (aggiornate con decreti) |
| Malattie non tabellate | Il lavoratore deve dimostrare il nesso causale con il lavoro | Sentenza Corte Cost. 179/1988 |
Per le malattie comprese nelle tabelle opera quindi una presunzione che agevola il riconoscimento; per le altre il nesso causale va provato.
Obblighi e gestione
Di fronte a un sospetto di malattia professionale il medico (compreso il medico competente) redige e trasmette il certificato medico all’INAIL; il datore di lavoro è tenuto alla denuncia della malattia professionale nei termini di legge. Si affianca l’obbligo di referto e, per alcune malattie, la denuncia ex art. 139 D.P.R. 1124/1965 a fini epidemiologici. Sul piano della prevenzione, il riconoscimento o anche solo il sospetto di una tecnopatia deve indurre la revisione della sorveglianza sanitaria, l’aggiornamento del DVR e delle misure, l’eventuale modifica delle mansioni e l’analisi del fenomeno tecnopatico aziendale.
Domande frequenti
Cos’è una malattia professionale?
Una patologia contratta nell’esercizio e a causa del lavoro, per esposizione prolungata a un agente di rischio. Si distingue dall’infortunio perché matura gradualmente nel tempo.
Che differenza c’è tra malattie tabellate e non tabellate?
Per le malattie tabellate vale una presunzione legale di origine professionale se rispettati lavorazione e periodo di esposizione; per quelle non tabellate il lavoratore deve provare il nesso causale con il lavoro.
Chi denuncia la malattia professionale?
Il medico trasmette il certificato medico all’INAIL; il datore di lavoro è tenuto alla denuncia nei termini di legge. Per alcune malattie è prevista anche la denuncia ex art. 139 a fini statistici.
Quali agenti causano malattie professionali?
Tipicamente rumore, vibrazioni, agenti chimici e polveri, agenti biologici e il sovraccarico biomeccanico (movimentazione manuale dei carichi e movimenti ripetitivi).
Che impatto ha sulla prevenzione aziendale?
Impone di rivedere la sorveglianza sanitaria, aggiornare il DVR e le misure, valutare la modifica delle mansioni e analizzare il fenomeno tecnopatico per prevenire nuovi casi.
Riferimenti normativi
- D.P.R. 1124/1965
- Art. 139 D.P.R. 1124/1965
- D.Lgs. 38/2000
- Art. 18 D.Lgs. 81/08
Sinonimi
Tecnopatia, Malattia da lavoro
Link correlati
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Medico Competente (MC)
Il medico competente è il medico specializzato in medicina del lavoro che il datore di lavoro nomina quando la valutazione dei rischi richiede la sorveglianza sanitaria. Effettua le visite, esprime i giudizi di idoneità e collabora alla prevenzione ai sensi degli artt. 38-42 del D.Lgs. 81/08.
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INAIL — Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro
L’INAIL è l’ente pubblico che gestisce l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, erogando prestazioni economiche e sanitarie ai lavoratori e finanziando attività di prevenzione e reinserimento. La disciplina di base è nel D.P.R. 1124/1965 e nel D.Lgs. 38/2000.
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Sorveglianza Sanitaria
La sorveglianza sanitaria è l’insieme degli atti medici, svolti dal medico competente, per tutelare la salute dei lavoratori esposti a rischi specifici. È obbligatoria quando la valutazione dei rischi la richiede e si conclude con il giudizio di idoneità (art. 41 D.Lgs. 81/08).
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Giudizio di Idoneità
Il giudizio di idoneità è la valutazione conclusiva con cui il medico competente, al termine della sorveglianza sanitaria, certifica se il lavoratore è idoneo alla mansione specifica. Previsto dall’art. 41 del D.Lgs. 81/08, può essere di idoneità, idoneità con prescrizioni o limitazioni, inidoneità temporanea o permanente, ed è impugnabile entro 30 giorni.