Le punture accidentali e i tagli con dispositivi medici taglienti (aghi, bisturi, lancette) rappresentano una delle principali esposizioni a rischio biologico per via parenterale negli ambienti sanitari e assistenziali. Il contatto con sangue o liquidi biologici di un soggetto infetto può trasmettere virus a trasmissione ematica come quelli dell'epatite B (HBV), dell'epatite C (HCV) e dell'immunodeficienza umana (HIV). Il rischio dipende dal tipo di esposizione, dalla carica virale della fonte e dallo stato immunitario del lavoratore.
La prevenzione specifica delle ferite da taglienti in ambito ospedaliero e sanitario è disciplinata dal Titolo X-bis del D.Lgs. 81/08 (artt. 286-bis e seguenti), introdotto per recepire la direttiva europea 2010/32/UE. Le misure prioritarie sono l'eliminazione dell'uso non necessario di taglienti, l'adozione di dispositivi medici dotati di meccanismi di protezione e sicurezza integrati, il divieto di reincappucciamento degli aghi, l'uso di contenitori rigidi per lo smaltimento dei taglienti, oltre a informazione, formazione e procedure di lavoro sicure.
In caso di infortunio è fondamentale una procedura di gestione post-esposizione: lavaggio immediato della ferita, segnalazione e accesso tempestivo al pronto soccorso o al medico competente per la valutazione del caso, eventuale profilassi post-esposizione e follow-up sierologico. La vaccinazione contro l'epatite B è una misura di protezione efficace e va offerta ai lavoratori esposti; non esiste invece vaccino per epatite C e HIV, per cui contano le misure di barriera e le procedure. Ogni evento va registrato e analizzato per migliorare le misure preventive.
Riferimenti normativi
- Titolo X-bis D.Lgs. 81/08
- Art. 286-bis D.Lgs. 81/08
- Direttiva 2010/32/UE
Sinonimi
ferite da taglienti, rischio biologico parenterale, needlestick injury, esposizione a sangue
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Relazione annuale del MC sullo stato di salute dei lavoratori. Trasmessa via INAIL entro il 31 marzo.