La classificazione degli agenti biologici
Il Titolo X del D.Lgs. 81/08 (artt. 266-286) disciplina l'esposizione ad agenti biologici. L'art. 268 li classifica in quattro gruppi in base alla pericolosità crescente:
| Gruppo | Infettività | Rischio collettività | Profilassi/terapia |
|---|---|---|---|
| 1 | Poche probabilità di malattia | Assente | — |
| 2 | Può causare malattia | Poco probabile la propagazione | Di norma disponibile |
| 3 | Può causare malattia grave | Rischio di propagazione | Di norma disponibile |
| 4 | Malattia grave | Elevato rischio di propagazione | Di norma non disponibile |
La valutazione (art. 271) considera la classificazione, le informazioni su malattie ed effetti allergici/tossici, le modalità di trasmissione e le misure di contenimento. La Legionella pneumophila è un agente di gruppo 2.
La Legionella come rischio specifico
La legionellosi è un'infezione respiratoria che si contrae per inalazione di aerosol contaminato. Negli ambienti di lavoro i punti critici sono gli impianti idrici, le torri di raffreddamento e i condensatori evaporativi, gli impianti di climatizzazione, le fontane decorative e gli impianti termali. Il riferimento tecnico è costituito dalle Linee guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi (Conferenza Stato-Regioni, 7 maggio 2015), che impongono una valutazione del rischio specifica e un piano di controllo (Water Safety Plan) documentato.
Misure di controllo
Le misure includono il mantenimento di temperature dell'acqua sfavorevoli alla proliferazione (acqua calda > 50 °C ai punti d'uso, acqua fredda < 20 °C), la prevenzione del ristagno, la manutenzione e la pulizia periodica degli impianti, eventuali trattamenti di disinfezione e i campionamenti microbiologici programmati. La sorveglianza sanitaria segue le regole generali del Titolo X in base all'esito della valutazione. Per le strutture sanitarie e ricettive valgono indicazioni rafforzate.
Domande frequenti
In quanti gruppi si classificano gli agenti biologici?
In quattro gruppi (art. 268), per pericolosità crescente: dal gruppo 1 (poche probabilità di malattia) al gruppo 4 (malattia grave, elevato rischio di propagazione e profilassi di norma non disponibile).
A quale gruppo appartiene la Legionella?
La Legionella pneumophila è classificata come agente biologico di gruppo 2: può causare malattia ma la propagazione nella collettività è poco probabile e profilassi/terapia sono di norma disponibili.
Come si contrae la legionellosi sul lavoro?
Per inalazione di aerosol d’acqua contaminata generato da impianti idrici, torri di raffreddamento, condensatori evaporativi, impianti di climatizzazione, fontane decorative e impianti termali.
Qual è il riferimento tecnico per la Legionella?
Le Linee guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi approvate in Conferenza Stato-Regioni il 7 maggio 2015, che richiedono una valutazione del rischio e un piano di controllo documentato.
Quali misure prevengono la proliferazione di Legionella?
Mantenere l’acqua calda oltre 50 °C ai punti d’uso e la fredda sotto 20 °C, evitare ristagni, eseguire manutenzione e pulizia degli impianti, prevedere disinfezioni e campionamenti microbiologici programmati.
Il rischio biologico è solo della sanità?
No. Riguarda molti settori (depurazione, rifiuti, alimentare, agricoltura, manutenzione impianti idrici), ovunque vi sia esposizione ad agenti biologici; la valutazione va sempre calibrata sull’attività.
Riferimenti normativi
- Art. 268 D.Lgs. 81/08
- Art. 271 D.Lgs. 81/08
- Art. 272 D.Lgs. 81/08
- Linee guida legionellosi 2015 (Conferenza Stato-Regioni)
Sinonimi
Rischio biologico, Legionella, Legionellosi, Agenti biologici, Gruppi agenti biologici
Link correlati
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- Legionella(glossario)
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