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Termine · Rischi

Radon nei luoghi di lavoro: obblighi e livelli di riferimento (D.Lgs. 101/2020)

Il radon è un gas radioattivo naturale regolato dal D.Lgs. 101/2020. Nei luoghi di lavoro interrati, seminterrati e nelle aree prioritarie il datore di lavoro deve misurare la concentrazione e adottare rimedi se supera il livello di riferimento di 300 Bq/m³.

Aggiornato il 2026-06-20 · Team 123Sicurezza

Revisione a cura di Ing. Marco BianchiRSPP / Consulente sicurezza sul lavoro

Cos’è il radon e perché è un rischio

Il radon è un gas radioattivo naturale, inodore e incolore, prodotto dal decadimento dell'uranio presente nel suolo e in alcuni materiali da costruzione. Si accumula negli ambienti chiusi, soprattutto a contatto con il terreno (locali interrati e seminterrati). L'esposizione prolungata ai suoi prodotti di decadimento aumenta il rischio di tumore polmonare ed è la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo. La materia è regolata dal D.Lgs. 101/2020, che ha recepito la direttiva 2013/59/Euratom e abrogato la precedente disciplina del D.Lgs. 230/95.

Obblighi del datore di lavoro

Il D.Lgs. 101/2020 individua i luoghi di lavoro soggetti all'obbligo di misurazione: i locali interrati e seminterrati, i luoghi di lavoro situati in aree prioritarie individuate dalle Regioni nell'ambito del Piano nazionale radon, e specifiche tipologie (es. terme, alcune attività in sotterraneo). Il datore di lavoro deve far misurare la concentrazione di attività di radon con misurazioni della durata di un anno, eseguite da organismi idoneamente riconosciuti.

Livello di riferimento e rimedi

Il livello di riferimento per la concentrazione media annua nei luoghi di lavoro è fissato in 300 Bq/m³.

Concentrazione media annuaConseguenze
≤ 300 Bq/m³Nessun intervento obbligatorio; documentazione dell'esito
> 300 Bq/m³Adozione di misure di rimedio e nuova misurazione di verifica
Persistenza oltre il livello dopo i rimediValutazione dosimetrica ed eventuale notifica/coinvolgimento dell'esperto

I rimedi includono interventi di ventilazione, sigillatura delle vie di ingresso, depressurizzazione del suolo (vespai aerati, pozzetti). Se, nonostante le azioni, l'esposizione resta elevata, si procede con la valutazione delle dosi efficaci e gli ulteriori adempimenti previsti (anche con il supporto dell'esperto in radioprotezione).

Domande frequenti

Cos’è il radon?

È un gas radioattivo naturale, inodore e incolore, generato dal decadimento dell’uranio nel suolo e in alcuni materiali; si accumula negli ambienti chiusi e l’esposizione prolungata aumenta il rischio di tumore polmonare.

Qual è il livello di riferimento per il radon nei luoghi di lavoro?

Il D.Lgs. 101/2020 fissa il livello di riferimento per la concentrazione media annua nei luoghi di lavoro a 300 Bq/m³.

Quali luoghi di lavoro devono misurare il radon?

I locali interrati e seminterrati, i luoghi situati in aree prioritarie individuate dalle Regioni e specifiche attività (es. terme, alcune lavorazioni in sotterraneo).

Come si misura il radon?

Con misurazioni della concentrazione media annua, della durata di circa un anno, eseguite da organismi idoneamente riconosciuti, così da tenere conto delle variazioni stagionali.

Cosa fare se si supera il livello di riferimento?

Adottare misure di rimedio (ventilazione, sigillature, depressurizzazione del suolo) e ripetere la misurazione; se l’esposizione resta elevata si procede alla valutazione delle dosi e agli adempimenti successivi.

Quale norma disciplina il radon?

Il D.Lgs. 101/2020, che ha recepito la direttiva 2013/59/Euratom e sostituito la disciplina previgente del D.Lgs. 230/95 in materia di radiazioni ionizzanti.

Riferimenti normativi

  • D.Lgs. 101/2020
  • Direttiva 2013/59/Euratom
  • Art. 15 D.Lgs. 101/2020
  • Art. 17 D.Lgs. 101/2020

Sinonimi

Radon, Gas radon, Rischio radon, Concentrazione radon, Livello di riferimento radon

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