Perché gli spazi confinati sono ad alto rischio
Uno spazio confinato è un ambiente con aperture limitate di ingresso e uscita e ventilazione naturale sfavorevole, dove possono accumularsi atmosfere pericolose o esaurirsi l’ossigeno. I rischi principali sono: carenza di ossigeno (asfissia), presenza di gas o vapori tossici/infiammabili, rischio di seppellimento o annegamento, difficoltà di soccorso. Molti infortuni mortali coinvolgono i soccorritori improvvisati: chi entra senza protezione per salvare un collega diventa la seconda o terza vittima. Per questo la disciplina è particolarmente stringente.
Il D.P.R. 177/2011: qualificazione delle imprese
Il D.P.R. 14 settembre 2011, n. 177 detta i requisiti per le imprese e i lavoratori autonomi che operano in ambienti sospetti di inquinamento o confinati (riconducibili agli artt. 66 e 121 e all’Allegato IV, punto 3, del D.Lgs. 81/08). I requisiti principali (art. 2):
| Requisito (D.P.R. 177/2011, art. 2) | Contenuto |
|---|---|
| Personale esperto | Almeno il 30% della forza lavoro con esperienza triennale nello specifico settore |
| Formazione e addestramento | Tutto il personale informato, formato e addestrato sui rischi specifici |
| DPI, strumentazione e procedure di lavoro | Conoscenza e corretto impiego, incluse attrezzature di recupero |
| Rispetto contrattuale | Integrale applicazione del CCNL e regolarità contributiva |
Procedure operative e ruolo del preposto
Prima dell’ingresso vanno effettuati la bonifica e il monitoraggio dell’atmosfera (ossigeno, gas tossici e infiammabili), la ventilazione e l’adozione di un permesso di lavoro. Durante l’attività è obbligatoria la presenza di un addetto alla sorveglianza all’esterno (sorvegliante all’imbocco) in costante comunicazione con gli operatori, pronto ad attivare il piano di emergenza e recupero senza entrare a sua volta nello spazio. Il committente deve informare dettagliatamente le imprese sui rischi specifici e individuare un proprio rappresentante che vigili. La formazione e l’addestramento devono essere documentati e periodicamente verificati.
Domande frequenti
Cos’è uno spazio confinato?
Un ambiente con aperture limitate di ingresso e uscita e ventilazione naturale sfavorevole (serbatoi, silos, pozzi, cisterne, fognature, cunicoli), in cui possono accumularsi atmosfere pericolose o esaurirsi l’ossigeno.
Quale norma regola il lavoro negli spazi confinati?
Il D.P.R. 177/2011, che stabilisce i requisiti di qualificazione di imprese e autonomi, insieme agli artt. 66 e 121 e all’Allegato IV del D.Lgs. 81/08.
Quali requisiti deve avere l’impresa per operare in spazi confinati?
Tra gli altri: almeno il 30% del personale con esperienza triennale nello specifico settore, formazione e addestramento di tutto il personale, corretto uso di DPI e attrezzature di recupero, applicazione del CCNL e regolarità contributiva.
Perché molte vittime sono i soccorritori?
Perché chi entra senza protezione per salvare un collega viene a sua volta sopraffatto dall’atmosfera pericolosa. Per questo è obbligatoria la sorveglianza dall’esterno e un piano di emergenza e recupero che non preveda l’ingresso improvvisato.
Cosa fare prima di entrare in uno spazio confinato?
Bonifica, ventilazione, monitoraggio strumentale dell’atmosfera (ossigeno, gas tossici e infiammabili), permesso di lavoro, presenza di un sorvegliante all’imbocco e disponibilità di attrezzature di recupero e DPI adeguati.
Riferimenti normativi
- D.P.R. 177/2011
- Art. 66 D.Lgs. 81/08
- Art. 121 D.Lgs. 81/08
- Allegato IV D.Lgs. 81/08
Sinonimi
ambienti confinati, confined space, ambienti sospetti di inquinamento
Link correlati
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Matrice probabilità per danno
La matrice probabilità per danno è lo strumento semiquantitativo che stima il rischio come prodotto R = P × D, combinando la probabilità di accadimento (P) con la gravità del danno (D). È il metodo più diffuso per graduare i rischi nel DVR ai sensi dell’art. 28 del D.Lgs. 81/08 e definire le priorità di intervento.
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JSA — Job Safety Analysis
La Job Safety Analysis (JSA), o Job Hazard Analysis, è la tecnica che scompone una mansione o un’attività in fasi sequenziali, individua per ciascuna i pericoli e definisce le misure di controllo. È una buona prassi HSE che alimenta il DVR (art. 28 D.Lgs. 81/08) e le procedure operative di sicurezza.
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ATECO
Il codice ATECO è la classificazione statistica delle attività economiche che identifica il settore di un’azienda. In sicurezza sul lavoro determina la tariffa INAIL, la classe di rischio per la formazione obbligatoria (basso, medio o alto) e incide sulla valutazione dei rischi e sugli adempimenti del D.Lgs. 81/08.
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DVR — Documento di Valutazione dei Rischi
Il DVR è il documento, obbligatorio per ogni azienda con almeno un lavoratore, in cui il datore di lavoro valuta tutti i rischi per la salute e la sicurezza e definisce le misure di prevenzione, protezione e miglioramento. È un obbligo non delegabile previsto dall’art. 17 del D.Lgs. 81/08.