Il quadro del Testo Unico maternità
La tutela della salute della lavoratrice madre è disciplinata dal D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico a sostegno della maternità e della paternità), che si raccorda con il D.Lgs. 81/08. La tutela copre il periodo di gravidanza e fino a sette mesi dopo il parto ed estende a determinate condizioni anche l'allattamento. Il datore di lavoro deve garantire che la lavoratrice non sia esposta a rischi per la sua sicurezza e salute e per quella del nascituro o del bambino.
Valutazione dei rischi e divieti
L'art. 11 del D.Lgs. 151/2001 impone al datore di lavoro di valutare i rischi per la sicurezza e la salute delle lavoratrici, in particolare quelli da agenti fisici, chimici e biologici, processi o condizioni di lavoro indicati negli Allegati A, B e C del decreto. Sono inoltre vietate alcune lavorazioni elencate nell'Allegato A (es. trasporto e sollevamento pesi, esposizione a determinati agenti).
| Situazione | Conseguenza |
|---|---|
| Lavoro vietato (All. A) o pregiudizievole | Spostamento ad altra mansione |
| Esposizione a rischio non eliminabile (All. B/C) | Modifica condizioni/orario o spostamento di mansione |
| Impossibile lo spostamento | Astensione anticipata disposta dall'Ispettorato del lavoro |
Adempimenti del datore di lavoro
Il datore di lavoro integra la valutazione dei rischi del DVR con la valutazione del rischio per la gravidanza e informa le lavoratrici e il RLS sui risultati e sulle misure adottate. Alla comunicazione dello stato di gravidanza, applica le misure: modifica temporanea delle condizioni o dell'orario di lavoro o, se non sufficiente, spostamento ad altra mansione (con mantenimento della retribuzione). Quando lo spostamento non è possibile, attiva l'Ispettorato territoriale del lavoro per l'astensione anticipata dal lavoro. Restano fermi i divieti di adibire la gestante al lavoro notturno e le tutele su congedi e permessi.
Domande frequenti
Quale norma tutela la lavoratrice madre?
Il D.Lgs. 151/2001, Testo Unico a sostegno della maternità e paternità, che si raccorda con il D.Lgs. 81/08 e tutela la salute della lavoratrice in gravidanza e fino a sette mesi dopo il parto.
Cosa prevede l’art. 11 del D.Lgs. 151/2001?
Che il datore di lavoro valuti i rischi per la sicurezza e la salute delle lavoratrici in gravidanza, allattamento o puerperio, con riferimento ad agenti fisici, chimici, biologici e condizioni di lavoro degli Allegati A, B e C.
Cosa fa il datore di lavoro alla comunicazione della gravidanza?
Applica le misure individuate: modifica temporanea delle condizioni o dell’orario di lavoro; se insufficiente, sposta la lavoratrice ad altra mansione mantenendo la retribuzione; se impossibile, attiva l’astensione anticipata.
Cos’è l’astensione anticipata?
È l’interdizione anticipata dal lavoro disposta dall’Ispettorato territoriale del lavoro quando la lavoratrice non può essere spostata ad altra mansione compatibile e non è eliminabile l’esposizione al rischio.
Quali lavori sono vietati in gravidanza?
Quelli elencati nell’Allegato A del D.Lgs. 151/2001, come il trasporto e il sollevamento di pesi e l’esposizione a determinati agenti, oltre al lavoro notturno; per altri rischi si interviene su condizioni e mansioni.
La valutazione del rischio gravidanza va inserita nel DVR?
Sì: la valutazione dei rischi per la lavoratrice madre integra il DVR, con informazione alle lavoratrici e al RLS sui risultati e sulle misure di prevenzione adottate.
Riferimenti normativi
- D.Lgs. 151/2001
- Art. 7 D.Lgs. 151/2001
- Art. 11 D.Lgs. 151/2001
- Art. 12 D.Lgs. 151/2001
- Art. 28 D.Lgs. 81/08
Sinonimi
Lavoratrice madre, Tutela gravidanza, Maternità sul lavoro, Astensione anticipata, Valutazione rischio gravidanza
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Protocollo sanitario
Il protocollo sanitario è il programma degli accertamenti sanitari (visite ed esami) che il medico competente definisce e attua in funzione dei rischi specifici. È previsto dall'art. 25, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 81/08 e costituisce lo strumento operativo della sorveglianza sanitaria aziendale.
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Registro degli esposti ad agenti biologici
Registro che documenta i lavoratori esposti ad agenti biologici dei gruppi 3 e 4, con la natura dell'esposizione e gli eventuali incidenti, tenuto dal datore di lavoro ai sensi dell'art. 280 del D.Lgs. 81/08.
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La cartella sanitaria e di rischio è il documento personale, istituito e aggiornato dal medico competente, che raccoglie i dati sanitari e di esposizione del lavoratore sottoposto a sorveglianza.
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Protocollo sanitario
Il protocollo sanitario è il programma degli accertamenti che il medico competente definisce sulla base della valutazione dei rischi, stabilendo quali esami eseguire e con quale periodicità per ciascuna mansione.