Le vibrazioni trasmesse al corpo intero (WBV, Whole-Body Vibration) riguardano i lavoratori che operano su mezzi e macchine mobili: carrelli elevatori, trattori, escavatori, autobus, camion, mezzi movimento terra e alcune piattaforme industriali. La trasmissione avviene attraverso il sedile o, più raramente, attraverso i piedi in postura eretta. L'esposizione cronica è associata soprattutto a lombalgie e patologie del rachide lombare, oltre a possibili effetti su collo e spalle.
Anche le vibrazioni corpo intero sono disciplinate dal Capo III del Titolo VIII del D.Lgs. 81/08 e valutate con il valore A(8). Per il corpo intero il valore d'azione giornaliero è 0,5 m/s² e il valore limite di esposizione giornaliero è 1,0 m/s² (la norma indica anche valori espressi in dose di vibrazione VDV per esposizioni con urti ripetuti). Il calcolo dell'accelerazione tiene conto dei tre assi ortogonali con i relativi fattori di ponderazione, secondo la serie UNI EN ISO 2631.
Le principali misure di prevenzione sono la scelta di mezzi con sedili ammortizzati e sospensioni adeguate, la manutenzione di sospensioni e pavimentazioni, la regolazione corretta del sedile in base al peso del conducente, la riduzione delle velocità su fondi sconnessi, la limitazione dei tempi di guida e la formazione del conducente. Al superamento del valore d'azione scattano il programma di misure e la sorveglianza sanitaria; il valore limite non può mai essere superato. È raccomandata una valutazione congiunta con le vibrazioni mano-braccio quando il lavoratore è esposto a entrambe le tipologie.
Riferimenti normativi
- Titolo VIII Capo III D.Lgs. 81/08
- Art. 201 D.Lgs. 81/08
- Art. 202 D.Lgs. 81/08
- Norma UNI EN ISO 2631-1
Sinonimi
WBV, vibrazioni al corpo intero, A(8) corpo intero
Link correlati
- Vibrazioni mano-braccio(glossario)
- Sorveglianza sanitaria(glossario)
- DVR(glossario)
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Vibrazioni mano-braccio (HAV)
Le vibrazioni mano-braccio (Hand-Arm Vibration) sono trasmesse dagli utensili vibranti al sistema mano-braccio e sono regolate dal Capo III del Titolo VIII del D.Lgs. 81/08, con valore d'azione e valore limite di esposizione giornaliera.
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Rischio campi elettromagnetici
Il rischio da campi elettromagnetici (CEM) è l’esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici da 0 Hz a 300 GHz prodotti da impianti, saldatrici, apparati a radiofrequenza e diagnostica. È disciplinato dal Titolo VIII, Capo IV del D.Lgs. 81/08, che fissa valori limite di esposizione e valori di azione e impone una valutazione specifica.
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Rischio radiazioni ottiche artificiali
Il rischio da radiazioni ottiche artificiali (ROA) è l’esposizione a radiazioni ultraviolette, visibili e infrarosse prodotte da sorgenti artificiali come saldatura, lampade germicide e forni. È disciplinato dal Titolo VIII, Capo V del D.Lgs. 81/08, che distingue sorgenti coerenti (laser) e incoerenti e fissa valori limite di esposizione.
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Rischio laser
Il rischio laser è l’esposizione a radiazioni ottiche coerenti (laser) che possono causare lesioni oculari e cutanee. Rientra nelle radiazioni ottiche artificiali del Titolo VIII, Capo V del D.Lgs. 81/08; la pericolosità dell’apparecchio è espressa dalla classificazione della norma CEI EN 60825-1, da cui discendono misure di protezione e formazione.